Una squadra di circa cinquanta volontari scenderà nelle profondità della Lessinia per ripulire la Spluga di Gaibana dai rifiuti accumulati negli anni. L’intervento, previsto per il mese di settembre, coinvolgerà esperti di speleologia, rocciatori e operatori della Protezione civile impegnati in una complessa operazione di recupero all’interno di una cavità naturale situata nel territorio comunale di Bosco Chiesanuova.
La bonifica riguarderà una grotta nascosta agli occhi dei visitatori dell’altopiano, ma che conserva al suo interno una forma di inquinamento difficile da individuare dall’esterno. La Spluga di Gaibana si sviluppa per circa 20 metri di profondità e presenta un’apertura larga tra i 5 e i 6 metri, nei pressi di malga Gaibana, all’interno del Parco della Lessinia.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di tutelare il patrimonio ambientale sotterraneo e sensibilizzare la popolazione sul valore degli ecosistemi montani. L’operazione è patrocinata dal Comune di Bosco Chiesanuova e vede la collaborazione di diverse realtà impegnate nella protezione del territorio.
«La tutela della montagna non riguarda soltanto ciò che vediamo in superficie», è il principio espresso durante la presentazione dell’intervento nella Sala Rossa della Provincia. Alessandra Caterina Ravelli, consigliera provinciale con delega alle Politiche per la montagna, ha sottolineato come la pulizia della cavità rappresenti anche un’occasione educativa per aumentare la consapevolezza sul rispetto dell’ambiente.
Anche il sindaco di Bosco Chiesanuova Claudio Melotti ha evidenziato l’importanza del patrimonio nascosto della Lessinia. Dietro pascoli, malghe e sentieri esiste infatti un complesso sistema sotterraneo fatto di grotte e cavità naturali che necessita della stessa attenzione riservata al paesaggio visibile.
Il patrimonio ipogeo del Parco della Lessinia comprende numerose cavità già censite e studiate. Il direttore del Parco, Diego Lonardoni, ha ricordato che sono state catalogate, analizzate e verificate 253 grotte, sulla base di studi avviati nei primi anni Novanta. Rispetto ai primi censimenti, alcune cavità sono state successivamente individuate grazie alle nuove esplorazioni e alle modifiche delle conoscenze sul territorio.
L’intervento nella Spluga di Gaibana sarà coordinato dalla Commissione speleologica veronese, associazione di promozione sociale che riunisce sei gruppi speleologici della provincia. Gli specialisti saranno chiamati a operare in condizioni complesse, utilizzando corde, carrucole e sistemi di recupero per riportare all’esterno il materiale presente nella cavità .
Il referente della commissione, Alessandro Pachera, ha ricordato anche precedenti esperienze simili, come la bonifica della Spluga della Preta a Sant’Anna d’Alfaedo, realizzata alla fine degli anni Ottanta con il recupero di circa quattro tonnellate di rifiuti. Un esempio che testimonia come in passato anche gli ambienti sotterranei fossero spesso utilizzati impropriamente come luoghi di abbandono.
Nel corso degli anni, però, la sensibilità ambientale è cambiata e oggi cresce l’attenzione verso la protezione delle aree naturali. La nuova operazione punta proprio a rimuovere materiali che possono rappresentare un rischio per il delicato equilibrio dell’ambiente sotterraneo.
Alle attività parteciperà anche la Protezione civile dell’Ana, con il gruppo rocciatori guidato da Simone Martini. Gli operatori forniranno supporto tecnico attraverso corde, verricelli e attrezzature specifiche per consentire il recupero dei materiali più pesanti.
Per permettere l’uscita dei rifiuti dalla cavità sarà installata una teleferica dotata di sistemi di motoverricelli e paranchi, una soluzione studiata per trasportare il materiale lungo il percorso verticale in condizioni di sicurezza.
Il Comune collaborerà inoltre predisponendo un punto di raccolta dei sacchi recuperati, mentre insieme al Parco della Lessinia acquisterà una bobina di corda statica destinata alle operazioni.
L’appello finale degli organizzatori è rivolto a tutti coloro che frequentano le zone montane: rispettare questi ambienti significa evitare qualsiasi forma di abbandono dei rifiuti. Materiali lasciati sul terreno possono infatti raggiungere il sottosuolo, compromettere le falde acquifere e danneggiare ecosistemi fragili e difficilmente recuperabili.
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