Si è conclusa con un grande successo di pubblico la 32ª edizione del San Giò Verona Video Festival, la manifestazione internazionale dedicata al cinema indipendente che da oltre trent’anni porta nella città scaligera opere, autori e linguaggi cinematografici provenienti da tutto il mondo.
Il sipario è calato lunedì 27 luglio al Teatro Satiro Off ai Filippini, dopo cinque giornate di proiezioni e incontri che hanno registrato il tutto esaurito. Il festival si conferma uno degli appuntamenti culturali più importanti per la valorizzazione del cinema indipendente, con una proposta capace di unire ricerca artistica, attenzione ai temi contemporanei e nuove forme narrative.
Dal 23 al 27 luglio Verona ha accolto cortometraggi, documentari e lungometraggi selezionati tra le produzioni più significative del panorama internazionale, molte delle quali presentate in Italia per la prima volta e proposte nella versione originale.
Un festival che da 32 anni porta il mondo a Verona
Il San Giò Verona Video Festival rappresenta da sempre un punto di riferimento per il cinema lontano dalle logiche esclusivamente commerciali. La manifestazione nasce con l’obiettivo di dare spazio a opere capaci di sperimentare nuovi linguaggi e raccontare aspetti sociali, culturali e politici della contemporaneità.
L’assessora alla Cultura Marta Ugolini ha sottolineato il valore del progetto e il forte coinvolgimento della cittadinanza, ringraziando gli organizzatori e in particolare il direttore artistico Ugo Brusaporco per la continuità e la passione dimostrate negli anni.
Secondo l’amministrazione comunale, il festival dimostra come il cinema possa diventare uno strumento per avvicinare culture diverse e permettere al mondo di entrare nella vita quotidiana della città.
La partecipazione del pubblico ha confermato il legame tra Verona e una manifestazione capace di proporre un cinema internazionale, indipendente e ricco di contenuti.
Premiati film e autori della 32ª edizione
La giuria del San Giò Verona Video Festival ha assegnato numerosi riconoscimenti alle opere più significative dell’edizione 2026.
Il premio per il Miglior Cortometraggio è andato a Loynes di Dorian Jespers, produzione Belgio-Francia-Macedonia del Nord-Regno Unito. Il film è stato premiato per la forza visiva con cui racconta la trasformazione di un’aula di tribunale in uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione, affrontando il tema della perdita di identità e della solitudine.
Il riconoscimento come Miglior Documentario è stato assegnato a Memoria de los olvidados di Javier Espada, produzione Spagna/Messico/USA. L’opera ha conquistato la giuria grazie alla ricostruzione della genesi del cinema di Luis Buñuel e alla capacità di valorizzare il rapporto del regista con gli ultimi e gli esclusi della società.
Il premio per il Miglior Film è stato invece attribuito a Rote Sterne überm Feld di Laura Laabs, Germania 2025, apprezzato per la sua complessa costruzione narrativa e per la riflessione sulla memoria storica attraverso un linguaggio cinematografico innovativo.
Riconoscimenti alla regia, alla scrittura e alla tecnica
Tra gli altri premi assegnati spicca quello per la Miglior Regia, conferito a Paolo Baiguera per L’uomo più bello del mondo. L’opera è stata premiata per il modo in cui mette in relazione intelligenza artificiale e memoria familiare, creando un dialogo originale tra tecnologia e dimensione umana.
Il premio per il Miglior Soggetto Originale è andato a Tourists di Mária Kralovic, produzione Slovacchia/Repubblica Ceca/Francia, mentre il riconoscimento per la Miglior Sceneggiatura è stato assegnato ad Alcooltest di Stefano Usardi.
Per la fotografia è stato premiato It Lives Under the Snow di Igor Smola, mentre il riconoscimento per il montaggio è andato a Sawyer Avenue, Sunday Afternoon di Bill Morrison.
La categoria musica ha visto vincitore nuovamente Rote Sterne Überm Feld di Laura Laabs, mentre il premio come miglior interprete è stato assegnato a Hannah Herlichmann per lo stesso film.
Premi speciali tra ambiente, memoria e impegno sociale
La 32ª edizione ha dedicato particolare attenzione anche ai temi ambientali, sociali e politici.
Il Premio AMIA per il miglior film sulla valorizzazione dell’ambiente è stato assegnato a Tourists di Mária Kralovic, per la capacità di raccontare il rapporto tra fragilità umana ed equilibrio naturale.
Il Premio Dino Coltro per la valorizzazione della tradizione è andato a Il ponte di Giacomo Bendotti, mentre il premio dedicato alla valorizzazione del femminile è stato assegnato a Fille de l’eau di Sandra Desmazières.
Il riconoscimento “Il Cinema è Politica” è stato attribuito ex aequo a M.O.V.I.N.G. di Gerd Conradt e Khaterate Panjereg di Amin Pakparvar e Mehraneg Salimian, due opere che affrontano temi legati alla memoria collettiva, alla protesta e alla partecipazione civile.
La menzione speciale è stata invece assegnata a Yukiko torna a casa di Michele Granata, film italiano del 2025 dedicato al dolore, alla memoria e al viaggio di un padre alla ricerca dei ricordi della figlia scomparsa.
Il cinema indipendente come spazio di confronto
Il direttore artistico Ugo Brusaporco ha evidenziato come il festival abbia mantenuto la propria identità, proponendo opere capaci di unire sperimentazione e attenzione verso le problematiche del presente.
Con oltre il 90% dei film presentati in anteprima italiana, il San Giò Verona Video Festival continua a rappresentare una finestra privilegiata sul cinema internazionale indipendente.
L’edizione 2026 si chiude quindi con un bilancio positivo, confermando il ruolo della manifestazione come luogo di incontro tra pubblico, registi e nuove forme di espressione cinematografica.
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