Gasolio, taglio delle accise ma Federconsumatori chiede di più

Il governo riduce temporaneamente il prezzo del diesel di 17 centesimi al litro: secondo l’associazione restano però rincari troppo pesanti per famiglie e imprese

distributore di benzina

Il governo interviene sul caro carburanti con un taglio temporaneo delle accise sul gasolio, ma la misura viene giudicata insufficiente da Federconsumatori. L’esecutivo ha deciso una riduzione complessiva di 17 centesimi al litro sul diesel per autotrazione, ma secondo l’associazione i prezzi alla pompa restano ancora troppo elevati rispetto ai valori ritenuti compatibili con il mercato.

Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei ministri del 27 luglio e illustrato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La riduzione sarà applicata attraverso un taglio di 14 centesimi sull’accisa e di altri 3 centesimi derivanti dall’Iva, con l’obiettivo di contenere l’impatto degli aumenti registrati nelle ultime settimane.

La misura entrerà in vigore dal 30 luglio al 6 agosto, mentre per i giorni precedenti sarà applicata attraverso un apposito decreto ministeriale. L’intervento riguarda anche alcune categorie specifiche di carburanti, tra cui i gasoli paraffinici prodotti attraverso processi di sintesi o idrotrattamento e il biodiesel destinato all’autotrazione.

Parallelamente, il governo ha previsto una proroga per il credito d’imposta destinato alle imprese dell’autotrasporto che hanno dovuto sostenere maggiori costi per l’acquisto del gasolio rispetto ai livelli registrati nel febbraio 2026.

Secondo Federconsumatori, però, il provvedimento rappresenta soltanto un primo passo. L’associazione riconosce l’importanza del taglio delle accise, ma sostiene che l’intervento sia arrivato in ritardo e non sia sufficiente a compensare gli aumenti subiti dai consumatori.

Le rilevazioni dell’associazione evidenziano infatti una situazione ancora critica sul fronte dei prezzi. La benzina avrebbe raggiunto una media vicina a 1,98 euro al litro, con diversi distributori che hanno superato la soglia dei 2 euro anche fuori dalla rete autostradale.

Ancora più elevati risultano i costi del gasolio, con prezzi indicati stabilmente oltre i 2,10 euro al litro e punte che arrivano fino a 2,28 euro. Secondo le analisi dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, gli attuali valori sarebbero superiori rispetto a quelli giustificati dalle quotazioni del petrolio, dal cambio euro-dollaro e dal livello della tassazione.

L’associazione stima che il caro carburanti abbia già prodotto effetti significativi sui bilanci familiari. Per chi utilizza un’auto a benzina l’aggravio annuo viene calcolato in circa 276 euro, mentre per un veicolo diesel l’aumento stimato è di 238,10 euro. A questi costi si aggiungono ulteriori rincari legati al trasporto delle merci su gomma, settore che in Italia movimenta oltre l’86% dei prodotti.

Secondo Federconsumatori sarebbe necessario un intervento più incisivo, con una riduzione delle accise di almeno 25 centesimi al litro per il gasolio e 20 centesimi per la benzina, da mantenere almeno fino al mese di settembre.

L’associazione chiede inoltre controlli più rigorosi sul mercato dei carburanti per contrastare eventuali fenomeni speculativi e verificare il corretto andamento dei prezzi applicati dai distributori.

Tra le richieste avanzate figura anche una revisione del sistema fiscale che prevede il pagamento dell’Iva anche sulle accise. Secondo Federconsumatori, eliminare questo meccanismo consentirebbe di superare quella che viene definita una doppia imposizione.

Il confronto sul caro carburanti resta quindi aperto. Il taglio deciso dal governo punta a offrire un sollievo temporaneo agli automobilisti e al settore dell’autotrasporto, mentre le associazioni dei consumatori chiedono interventi più strutturali per ridurre il peso dei costi energetici.

Redazione

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