Le indagini sul 47enne arrestato per le aggressioni sessuali avvenute nella zona dell’Adige si arricchiscono di un nuovo elemento. Una quarta donna ha denunciato un episodio di molestia e ha riconosciuto l’uomo come il presunto responsabile dell’aggressione subita oltre un mese prima dell’arresto.
Il nuovo caso riguarda un episodio avvenuto il 21 giugno lungo la pista ciclabile dell’argine dell’Adige, nella zona dietro la caserma Briscese di Legnago. La vittima aveva già presentato denuncia, ma nei giorni scorsi, dopo essere stata contattata dai carabinieri, ha identificato il 47enne attraverso alcune fotografie segnaletiche, integrando così il proprio racconto.
L’aggressione a Legnago e il riconoscimento dell’uomo
Secondo la ricostruzione fornita agli investigatori, la donna stava percorrendo la ciclabile in mattinata, durante il viaggio di ritorno, quando avrebbe incrociato nuovamente il 47enne dopo averlo già visto poco prima mentre si dirigeva verso Angiari.
L’uomo l’avrebbe raggiunta alle spalle, per poi palpeggiarla e tentare di farla cadere a terra. L’episodio sarebbe avvenuto in pieno giorno, in un tratto frequentato abitualmente da ciclisti e pedoni e a breve distanza dal centro cittadino.
La conferma dell’esistenza della nuova denuncia è arrivata anche dal sindaco di Legnago Paolo Longhi, che in precedenza aveva incontrato la vittima.
Una serie di aggressioni concentrate nell’area dell’Adige
Il nuovo episodio si aggiunge ai fatti denunciati il 23 luglio, quando tre donne sarebbero state aggredite nel giro di poco più di due ore lungo strade e percorsi ciclopedonali nei territori di Roverchiara, Cerea e Angiari.
La prima aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 7.15 in via Borcola, nella frazione di Roverchiaretta. La donna stava passeggiando con il cane quando il 47enne sarebbe uscito da un campo di mais, tentando di sottrarle la borsa e di avvicinarsi fisicamente. La reazione della vittima e la presenza dell’animale avrebbero impedito che la situazione degenerasse. La donna sarebbe inoltre riuscita a scattare una fotografia dell’uomo, immagine poi consegnata ai carabinieri e ritenuta determinante per l’identificazione.
Poco dopo, sempre nella zona di Roverchiaretta, una seconda donna sarebbe stata aggredita mentre camminava sulla ciclabile lungo l’Adige. Secondo quanto denunciato, l’uomo l’avrebbe toccata e poi inseguita quando lei aveva cercato di allontanarsi. La vittima sarebbe caduta lungo un dirupo riportando traumi ed escoriazioni giudicati guaribili in circa 30 giorni.
L’intervento dei carabinieri e l’arresto
Un terzo episodio avrebbe riguardato una donna residente a Palesella di Cerea, uscita per una passeggiata verso Angiari. Dopo aver notato uno sconosciuto lungo una strada di campagna, la donna avrebbe cercato di cambiare percorso, ma l’uomo l’avrebbe seguita fino a raggiungerla.
La vittima sarebbe riuscita a difendersi utilizzando il telefono e minacciando di chiamare le forze dell’ordine, riuscendo infine ad allontanarsi e ad avvisare i familiari.
Dopo l’allarme è partita la ricerca del sospettato da parte dei carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago insieme ai familiari della vittima. L’uomo è stato individuato nella zona tra Cerea e Angiari: avrebbe tentato di nascondersi prima in un campo di mais e poi in un canale di scolo, per poi essere fermato in via Palesella.
Il 47enne resta in carcere, le indagini continuano
Dopo l’arresto, il 47enne, risultato senza fissa dimora, è stato trasferito nel carcere di Montorio. Il 25 luglio la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Verona, Arianna Busato, ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere per le accuse di violenza sessuale, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
Gli investigatori stanno ora proseguendo gli accertamenti per verificare se possano emergere altri episodi precedenti nella provincia di Verona.
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