Un tentativo di truffa con la tecnica del “finto carabiniere” si è concluso con l’arresto di un giovane di 18 anni grazie alla prontezza di una donna e al rapido intervento dei militari dell’Arma. L’episodio è avvenuto nel quartiere Cà di David, a Verona, dove una residente di 60 anni ha evitato di consegnare i propri gioielli dopo aver compreso che qualcosa non tornava.
L’intervento dei Carabinieri si inserisce in un’attività di controllo rafforzata sul territorio. Nel pomeriggio del 16 luglio, infatti, la Centrale operativa aveva già raccolto diverse segnalazioni relative a tentativi di raggiro messi in atto con lo stesso metodo, predisponendo così un’intensificazione dei pattugliamenti nelle aree interessate.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era qualificato come maresciallo dei Carabinieri. Il falso militare le aveva riferito che il marito sarebbe stato coinvolto in un presunto furto di gioielli e che, per dimostrare la propria estraneità ai fatti, avrebbe dovuto presentarsi immediatamente alla caserma di via Salvo D’Acquisto.
Per rendere credibile la messinscena, il truffatore avrebbe chiesto il numero di telefono del marito della donna, contattandolo subito dopo e convincendolo a raggiungere la zona della caserma, dove avrebbe dovuto attendere l’arrivo dei militari. Nel frattempo, la linea telefonica dell’abitazione è rimasta occupata, impedendo ai coniugi di mettersi in contatto.
Approfittando della situazione, il sedicente carabiniere avrebbe convinto la 60enne a raccogliere tutti i gioielli presenti in casa, invitandola a descriverli uno per uno. Successivamente le avrebbe comunicato che un collega sarebbe passato a domicilio per fotografare e catalogare i preziosi.
La donna, però, ha iniziato a nutrire dubbi quando al videocitofono si è presentato un giovane in abiti civili, privo di qualsiasi uniforme. Senza aprire la porta, è riuscita ad allontanarsi dall’abitazione e a rifugiarsi nella casa di un vicino, da dove ha contattato il 112 fornendo una descrizione dettagliata della persona vista davanti all’ingresso.
Pochi minuti dopo, una pattuglia dei Carabinieri ha individuato nella zona un ragazzo con uno zaino nero che, al momento del controllo, indossava una maglietta scura. All’interno dello zaino i militari hanno rinvenuto una canottiera bianca, compatibile con la descrizione fornita dalla donna, oltre a 80 euro in contanti e una collana in oro giallo.
Gli ulteriori accertamenti hanno interessato anche il telefono cellulare del giovane, sul quale continuavano ad arrivare chiamate da parte di una compagnia di taxi. Le verifiche hanno consentito di accertare che il ragazzo era giunto poco prima nella zona proprio utilizzando quel servizio.
Il giovane, 18enne di origine ucraina, senza fissa dimora in Italia e già noto alle forze dell’ordine, è stato accompagnato negli uffici del Comando provinciale dei Carabinieri di Verona. Su disposizione della Procura della Repubblica, è stato arrestato con l’accusa di tentato furto aggravato in abitazione e successivamente trasferito nella casa circondariale di Montorio, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro.
L’Arma dei Carabinieri ricorda che nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede denaro, oro o gioielli per risolvere vicende giudiziarie né invia personale presso le abitazioni per ritirare beni di valore. In presenza di telefonate sospette è sempre consigliabile interrompere immediatamente la conversazione e contattare il 112 per effettuare le opportune verifiche.
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