Carburanti sempre più cari, diesel oltre 2,20 euro al litro: cresce la corsa ai distributori più convenienti

L'aumento del prezzo del petrolio e il peso delle accise spingono i costi dei rifornimenti ai massimi, mentre gli automobilisti cercano di limitare la spesa scegliendo gli impianti più economici

distributore di benzina

Fare rifornimento è diventato sempre più oneroso, con il costo di benzina e gasolio che continua a crescere a causa dell’impennata delle quotazioni del petrolio e della mancata riduzione delle accise. Negli ultimi giorni i prezzi alla pompa hanno raggiunto nuovi massimi, superando i livelli registrati nel 2022 e incidendo in maniera significativa sui bilanci delle famiglie.

Nei distributori cittadini si registrano differenze di prezzo anche consistenti. La benzina viene venduta in una fascia compresa tra 1,91 e 2 euro al litro, mentre il gasolio oscilla tra 2,12 e 2,23 euro al litro, con quest’ultimo che ha raggiunto il valore più elevato mai registrato. Solo poche settimane prima, all’inizio di luglio, i prezzi erano sensibilmente inferiori: circa 1,80 euro per la benzina e 1,88 euro per il diesel, con rincari che oggi arrivano fino a 30 centesimi al litro.

La scelta del distributore può fare la differenza, soprattutto per chi utilizza l’auto quotidianamente. Tra gli impianti presenti sul territorio esistono infatti scarti di prezzo che possono raggiungere circa 9-10 centesimi al litro. Per un’automobile con serbatoio da 50 litri, il costo di un pieno di benzina varia indicativamente tra 95 e 100 euro, mentre per il gasolio la spesa può oscillare tra 106 e 112 euro.

Chi percorre molti chilometri ogni anno può ottenere un risparmio non trascurabile scegliendo gli impianti più convenienti. Su percorrenze comprese tra 20.000 e 25.000 chilometri annui, la differenza complessiva può arrivare a circa 150 euro, dimostrando quanto anche pochi centesimi al litro possano incidere nel lungo periodo.

L’aumento dei carburanti pesa in particolare sulle partenze estive. Una famiglia che affronta un viaggio di circa mille chilometri tra andata e ritorno deve mettere in conto una spesa per il carburante di almeno 120 euro, ovvero circa 30 euro in più rispetto all’anno precedente. Un incremento che rende ancora più costosi gli spostamenti durante il periodo delle vacanze.

Dal punto di vista territoriale, i prezzi medi risultano allineati a quelli regionali. In passato il territorio veronese figurava tra le aree con i carburanti meno costosi d’Italia, mentre oggi il divario si è sostanzialmente azzerato. All’interno del Veneto, le quotazioni più basse si registrano nella provincia di Rovigo, mentre quelle più elevate si trovano nell’area bellunese.

Una parte rilevante del prezzo pagato dagli automobilisti è rappresentata dalla componente fiscale. Su un litro di benzina dal costo di circa 1,95 euro, le accise incidono per 0,69 euro, mentre l’Iva pesa per 0,36 euro. Il costo industriale del carburante si ferma invece intorno a 0,90 euro, meno della metà del prezzo finale esposto alla pompa.

Nel frattempo il Governo sta valutando un nuovo intervento per contenere l’impatto dei rincari. Tra le ipotesi allo studio figura l’attivazione del sistema delle accise mobili, un meccanismo che consentirebbe di finanziare una riduzione parziale delle imposte utilizzando il maggiore gettito Iva derivante dall’aumento del prezzo del petrolio. Al momento, tuttavia, non sono ancora stati definiti l’entità dell’eventuale sconto né i tempi di applicazione.

Parallelamente all’aumento dei prezzi, i gestori degli impianti segnalano una progressiva diminuzione dei consumi di carburante. Le vendite di benzina hanno registrato un calo superiore al 30% nell’ultimo decennio, con un’ulteriore flessione del 3% nel primo semestre del 2026. Un andamento che non è stato compensato dall’incremento di metano, Gpl o gasolio.

Ancora più evidente la contrazione registrata lungo la rete autostradale, dove i volumi di carburante venduti risultano diminuiti di oltre il 75% rispetto ai livelli del 2000. Un dato che conferma come il caro carburanti continui a modificare le abitudini degli automobilisti, sempre più orientati a ridurre gli spostamenti o a cercare le soluzioni più convenienti per il rifornimento.

Redazione

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1 mese fa

Ormai sono quasi tutti alla pari

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