Verona intitola la Cittadella della giustizia a Tina Anselmi

La Giunta comunale approva all’unanimità la dedica alla prima donna ministra della Repubblica italiana: ora servirà l’autorizzazione della Prefettura

Assessore Zivelonghi

La Cittadella della Giustizia di Verona sarà intitolata a Tina Anselmi, figura centrale della storia democratica italiana, partigiana, parlamentare e prima donna a ricoprire l’incarico di ministra della Repubblica. La decisione è stata approvata all’unanimità dalla Giunta comunale e riguarda il complesso di piazza Madonna di Campagna 1/A.

Il provvedimento segue il parere favorevole della Commissione Toponomastica e rappresenta un riconoscimento dedicato a una personalità che ha segnato profondamente la vita istituzionale del Paese.

L’intitolazione dovrà ora passare al vaglio della Prefettura di Verona, poiché la legge prevede una specifica autorizzazione per dedicare luoghi pubblici a persone decedute da meno di dieci anni.

Tina Anselmi simbolo di impegno civile e istituzioni democratiche

Tina Anselmi, scomparsa nel 2016, è stata una protagonista della costruzione democratica italiana. Durante la Seconda guerra mondiale partecipò alla Resistenza e, successivamente, intraprese un lungo percorso politico e istituzionale.

Nel corso della sua attività pubblica ha ricoperto ruoli di primo piano, fino a diventare nel 1976 la prima donna ministro della Repubblica italiana, con la delega al Lavoro e alla previdenza sociale.

La sua storia viene oggi associata ai valori di responsabilità, tutela dei diritti, ricerca della verità e attenzione alla persona, principi che il Comune di Verona considera fondamentali anche nell’ambito della giustizia riparativa.

Il legame con la giustizia riparativa

L’assessora alla Sicurezza, Legalità e Giustizia riparativa Stefania Zivelonghi ha spiegato il significato della scelta, sottolineando come Tina Anselmi non sia stata una teorica della giustizia riparativa, ma abbia rappresentato nella sua esperienza politica molti dei valori che oggi ne costituiscono il fondamento.

Tra questi vengono indicati la capacità di ricostruire relazioni sociali, il riconoscimento delle responsabilità, l’attenzione alle persone coinvolte nei conflitti e la ricerca di soluzioni orientate alla ricomposizione delle fratture.

Secondo l’amministrazione comunale, il percorso umano e politico di Anselmi testimonia un approccio basato sulla costruzione delle istituzioni e sulla difesa della dignità individuale.

Dalla Resistenza alla tutela dei diritti

Dopo aver vissuto direttamente la drammaticità della guerra e della lotta partigiana, Tina Anselmi dedicò la propria vita alla crescita delle istituzioni democratiche.

Il suo impegno politico fu caratterizzato dalla difesa dei diritti dei lavoratori, delle donne e delle persone più fragili, fino al contributo alla nascita del Servizio sanitario nazionale.

La sua attività parlamentare fu inoltre segnata dalla presidenza della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2, un incarico considerato particolarmente rilevante per il tema della trasparenza democratica.

La Commissione presieduta da Anselmi portò alla luce una rete di rapporti e responsabilità che aveva coinvolto settori importanti delle istituzioni italiane.

Un riconoscimento dedicato alla verità e alla responsabilità

Secondo il Comune di Verona, proprio l’esperienza alla guida della Commissione P2 rappresenta un collegamento diretto con uno dei principi fondamentali della giustizia riparativa: non può esserci una reale ricostruzione senza il riconoscimento dei fatti e delle responsabilità.

L’intitolazione della Cittadella della Giustizia vuole quindi creare un collegamento simbolico tra il percorso di ricostruzione civile del dopoguerra e la necessità contemporanea di affrontare conflitti e divisioni attraverso strumenti fondati su verità, rispetto delle regole e cura delle persone.

Un messaggio per la città di Verona

Con questa scelta, l’amministrazione comunale intende associare un luogo dedicato alla giustizia a una figura capace di rappresentare equilibrio tra fermezza istituzionale e attenzione sociale.

La Cittadella della Giustizia intitolata a Tina Anselmi diventa così un simbolo del rapporto tra memoria storica, valori democratici e impegno per una società più responsabile.

L’iter amministrativo proseguirà ora con la richiesta alla Prefettura della deroga prevista dalla normativa, necessaria per completare ufficialmente il percorso di intitolazione.

Redazione

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