Sorgà, via libera definitivo alla discarica di car fluff: scoppia la polemica

La Regione Veneto conferma l'autorizzazione all'impianto per i rottami d'auto. Il Pd attacca la decisione, mentre il Comune annuncia controlli sul rispetto delle prescrizioni.

La Regione Veneto ha confermato in via definitiva il via libera alla realizzazione della discarica di car fluff a Sorgà, destinata allo smaltimento dei residui derivanti dalla demolizione dei veicoli. La decisione è arrivata al termine della conferenza di servizi convocata per acquisire il parere dell’Avvocatura regionale sulla possibile applicazione della normativa approvata dal Consiglio regionale il 13 maggio, che introduce una sospensione per alcune discariche situate nelle aree di confine.

Secondo il parere legale acquisito dalla Regione, la nuova legge non può essere applicata al caso di Sorgà, poiché il procedimento autorizzativo era già stato concluso prima dell’entrata in vigore della norma. L’autorizzazione all’impianto, infatti, risale al 2023 ed è stata successivamente confermata dalla sentenza del Tribunale amministrativo regionale del 2025, che aveva richiesto esclusivamente un approfondimento tecnico su uno specifico aspetto della pratica.

L’assessore regionale Elisa Venturini ha spiegato che, una volta completato l’approfondimento richiesto dal Tar, non sussistevano i presupposti giuridici per applicare la moratoria prevista dalla nuova legge. La situazione di Sorgà, ha precisato, è differente rispetto ai casi di Villafranca di Verona e Valeggio sul Mincio, dove i procedimenti autorizzativi risultano ancora aperti e, proprio per questo, rientrano nell’ambito di applicazione della sospensione regionale.

Anche l’amministrazione comunale di Sorgà ha preso posizione dopo la decisione della Regione. La sindaca Paola Bedoni ha dichiarato di prendere atto del parere espresso dall’Ufficio legale regionale, ribadendo tuttavia che il Comune continuerà a vigilare affinché vengano rispettate tutte le prescrizioni previste nell’autorizzazione, con particolare attenzione agli aspetti legati alla viabilità e alle ricadute sul territorio.

Il provvedimento ha però acceso un acceso confronto politico. Il Partito Democratico della provincia di Verona ha espresso una ferma contrarietà, contestando la scelta di confermare il progetto.

Il segretario provinciale Franco Bonfante ha definito la decisione “inaccettabile”, sostenendo che non siano stati adeguatamente considerati i possibili rischi ambientali connessi alla presenza di una falda freatica superficiale nell’area interessata. Secondo il Pd, si tratterebbe di una criticità idrogeologica rilevante, già evidenziata nel corso dell’iter amministrativo.

Nel mirino dell’opposizione anche la scelta di escludere l’impianto dalla moratoria regionale sulle discariche di confine. Per il Partito Democratico, l’interpretazione giuridica adottata avrebbe consentito di non applicare una norma nata con l’obiettivo di tutelare i territori considerati più delicati dal punto di vista ambientale.

Le critiche hanno coinvolto anche l’amministrazione comunale. Il Pd ha contestato la posizione assunta dalla sindaca di Sorgà, ritenendo che il parere espresso durante il procedimento amministrativo non sia stato coerente con le posizioni manifestate in precedenza sul progetto. Allo stesso tempo, il partito ha espresso apprezzamento nei confronti della Provincia di Verona, ricordando come sia stata l’unica amministrazione a esprimere voto contrario nel corso della conferenza di servizi.

Con il via libera definitivo della Regione si conclude quindi il percorso autorizzativo dell’impianto, mentre resta aperto il confronto politico e istituzionale sulle possibili ricadute ambientali e sulle modalità di applicazione della normativa regionale in materia di discariche.

Redazione

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