Il futuro dello stadio di Verona torna al centro del dibattito con una nuova proposta progettuale che guarda agli Europei di calcio del 2032 e alla trasformazione urbana della città. Quattro aziende veronesi hanno infatti presentato una manifestazione di interesse per la realizzazione di un nuovo impianto sportivo da circa 32 mila posti a sedere, pensato non solo per il calcio ma anche per concerti, manifestazioni e grandi eventi.
La proposta di partenariato pubblico-privato è stata depositata a Palazzo Barbieri da Consorzio stabile europeo (Cse) S.c.a.r.l., Caltran Giovanni Battista S.r.l., Iron Beton S.r.l. e Mozzo prefabbricati S.r.l.. Le società hanno lavorato insieme nel corso del 2025 alla definizione del progetto, che rappresenta una delle tre manifestazioni di interesse arrivate sul tema del nuovo stadio cittadino. Tra queste figura anche quella presentata dall’Hellas Verona.
Tra le diverse ipotesi contenute nella documentazione, quella considerata maggiormente interessante dai proponenti riguarda la costruzione del nuovo impianto nell’area della Marangona, nella zona sud-ovest della città, accompagnata da un’importante riqualificazione di piazzale Olimpia.
Le alternative considerate prevedono invece la ristrutturazione dell’attuale Bentegodi oppure la demolizione dell’impianto esistente con successiva ricostruzione nella stessa area. La soluzione della Marangona, secondo i promotori, permetterebbe però di affrontare uno dei principali problemi legati agli interventi sugli stadi: garantire la continuità delle partite casalinghe dell’Hellas Verona senza trasferimenti o interruzioni durante i lavori.
Il nuovo impianto sarebbe progettato come una struttura moderna e multifunzionale. Un elemento centrale del progetto è il campo estraibile, una tecnologia pensata per consentire l’organizzazione di concerti e altri eventi senza compromettere il terreno di gioco. Una caratteristica ritenuta strategica per aumentare la sostenibilità economica della struttura e renderla attiva durante tutto l’anno.
Il piano prevede inoltre un ampio intervento di rigenerazione dell’area di piazzale Olimpia. Tra le opere immaginate figurano un pala roller coperto utilizzabile anche per competizioni ciclistiche, un centro congressi, un mercato all’aperto di circa 6 mila metri quadrati, una foresteria da 2 mila metri quadrati, un anfiteatro, campi sportivi e spazi verdi dedicati ai giochi.
Anche la storica Curva Sud del Bentegodi avrebbe un ruolo nel progetto: l’idea è di conservarla nella posizione attuale trasformandola in un museo dedicato alla storia del Verona calcio, mantenendo così un legame simbolico con il passato dello stadio.
Con la presentazione ufficiale della documentazione, ora si apre la fase di valutazione da parte dell’amministrazione comunale per verificare l’eventuale interesse pubblico dell’iniziativa. I proponenti sottolineano che l’obiettivo non è chiedere un’approvazione immediata del progetto, ma avviare un confronto sul possibile sviluppo dell’opera.
«Verona merita un confronto su un’opportunità che unisce sport, rigenerazione urbana, sviluppo economico e qualità della vita», hanno spiegato i promotori, dichiarando la disponibilità al dialogo con Comune, Coni, federazioni sportive, associazioni di categoria, imprese, università, mondo della cultura e volontariato.
Resta ancora da definire uno degli aspetti più delicati, quello economico, sul quale al momento non sono stati forniti dettagli.
Il tema del nuovo stadio era tornato d’attualità anche nelle scorse settimane, quando alcuni professionisti di Gensler, società statunitense specializzata nella progettazione di impianti sportivi, avevano effettuato un sopralluogo al Bentegodi per conto di Presidio, la proprietà dell’Hellas Verona.
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