Ghiacciaia di Sant’Anna d’Alfaedo, svolta nell’inchiesta: imputazione coatta

La gip di Verona ha disposto l'imputazione coatta nei confronti del gestore della malga dopo la morte dei piccoli Michele e Tommaso. La Procura dovrà ora formulare le accuse entro dieci giorni.

La tragedia della ghiacciaia di Sant’Anna d’Alfaedo, costata la vita ai piccoli Michele e Tommaso, entrambi di 7 anni, registra un’importante svolta sul fronte giudiziario. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona ha infatti disposto l’imputazione coatta nei confronti del gestore della malga e comproprietario dell’area dove il 3 luglio 2021 si verificò il drammatico crollo.

In seguito a questo provvedimento, la Procura di Verona dovrà formulare entro dieci giorni i capi d’imputazione. Le contestazioni riguarderanno i reati di omicidio colposo, crollo di edificio e lesioni colpose, queste ultime riferite agli altri due bambini rimasti feriti nell’incidente.

Secondo gli elementi raccolti nel corso delle indagini, il cedimento della copertura della vecchia ghiacciaia sarebbe stato provocato dal deterioramento di una trave portante. Gli accertamenti tecnici avrebbero evidenziato che l’elemento strutturale era in condizioni di forte degrado, tanto da essere ritenuto non più idoneo a garantire la sicurezza della costruzione.

Per la gip, il gestore avrebbe omesso gli interventi necessari di manutenzione e consolidamento, una condotta che avrebbe contribuito al collasso della copertura proprio mentre un gruppo di bambini stava giocando sopra la struttura. Da quel cedimento scaturì una delle pagine più drammatiche della cronaca veronese degli ultimi anni.

Diversa la decisione assunta nei confronti degli altri sette comproprietari dell’area. Le loro posizioni sono state archiviate perché, secondo quanto emerso dall’inchiesta, non avrebbero avuto alcun ruolo diretto nella gestione della ghiacciaia né responsabilità in merito alla manutenzione del manufatto.

L’iter processuale aveva già conosciuto un primo passaggio nel 2023, quando la Procura aveva chiesto l’archiviazione anche per il gestore della malga. Le famiglie dei due bambini si erano però opposte a quella richiesta, ottenendo dal giudice la disposizione di ulteriori approfondimenti investigativi.

I nuovi accertamenti hanno consentito di acquisire ulteriori elementi, portando inizialmente anche all’iscrizione nel registro degli indagati degli altri comproprietari. Al termine delle verifiche, tuttavia, soltanto la posizione del gestore è rimasta aperta, fino alla decisione della gip di ordinare l’imputazione coatta.

La vicenda giudiziaria entra ora in una nuova fase, nella quale sarà la Procura a formalizzare le accuse e ad avviare il procedimento nei confronti dell’unico indagato. Il caso continua a richiamare l’attenzione per le responsabilità legate alla sicurezza e alla manutenzione di strutture accessibili al pubblico.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

insegnante studenti
Il presidente della Regione Veneto invita ragazze e ragazzi a vivere la scuola come un...
Auto dei Carabinieri
La tragedia si è consumata in un’abitazione di via XXV Aprile. La vittima aveva 60...
infortunio sul lavoro
I dati Vega Engineering sui primi sette mesi del 2026 mostrano un Veneto ancora sopra...

Altre notizie