Un momento dedicato al ricordo, alla riconoscenza e alla speranza di ripartenza si è svolto a Montecitorio tra il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana e il carabiniere Domenico Martella, sopravvissuto alla tragica esplosione di Castel D’Azzano del 14 ottobre 2025.
Martella, accompagnato dai propri familiari, ha incontrato il presidente della Camera per condividere una testimonianza personale e rendere omaggio ai colleghi che hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere.
Durante l’incontro il militare ha consegnato a Fontana un’immagine dedicata ai tre carabinieri deceduti nella tragedia: il Sottotenente Marco Piffari, il Maresciallo Valerio Daprà e l’Appuntato scelto Davide Bernardello.
L’immagine riportava anche una frase attribuita a Piffari: “Viviamo e moriamo nell’ombra per chi amiamo e per chi non conosceremo mai”, scelta come simbolo del sacrificio compiuto dai militari impegnati nel servizio alla comunità.
Il ricordo delle vittime e la vicinanza della Camera
Nel corso del colloquio, Lorenzo Fontana ha ricordato la visita effettuata in ospedale poco dopo l’esplosione, sottolineando l’emozione nel ritrovare oggi Martella in condizioni di salute decisamente migliori.
Il presidente della Camera ha espresso soddisfazione per il percorso di recupero del carabiniere, che ha manifestato la volontà di tornare a indossare l’uniforme e riprendere il proprio servizio.
Fontana ha rivolto un augurio di completa guarigione a Martella e agli altri militari rimasti feriti, mantenendo vivo il ricordo delle vittime e del loro sacrificio.
Al termine dell’incontro il presidente ha consegnato al giovane carabiniere una medaglia della Camera dei deputati, come segno di vicinanza istituzionale e riconoscimento per il coraggio dimostrato.
La testimonianza del carabiniere dopo l’esplosione
Particolarmente intensa è stata la testimonianza di Domenico Martella, che ha ripercorso i momenti drammatici vissuti dopo l’esplosione di Castel D’Azzano.
Il militare ha raccontato di essere rimasto intrappolato sotto le macerie e di aver continuato a chiedere aiuto nonostante le condizioni fisiche estremamente difficili.
La sua esperienza è stata segnata dalla determinazione e dalla volontà di sopravvivere, ma anche dalla profonda riconoscenza nei confronti dei soccorritori che sono riusciti a raggiungerlo e a salvargli la vita.
Martella ha sottolineato il valore dell’intervento dei soccorritori, protagonisti di un’operazione fondamentale in una situazione di grande emergenza.
Il desiderio di tornare in servizio per onorare i colleghi
L’esplosione ha rappresentato un evento che ha profondamente cambiato la prospettiva del carabiniere sulla vita e sul proprio percorso personale.
Martella ha spiegato di portare con sé ogni giorno il ricordo dei colleghi scomparsi, con dolore ma anche con orgoglio, ribadendo il desiderio di tornare presto operativo.
La volontà di rientrare nell’Arma nasce anche dal bisogno di continuare a servire la comunità e mantenere vivo il legame con i militari che hanno perso la vita durante quella tragica giornata.
L’incontro a Montecitorio ha così rappresentato un momento di memoria collettiva e riconoscenza verso chi opera quotidianamente per la sicurezza dei cittadini, ricordando il valore del servizio e il sacrificio di chi non ha fatto ritorno.
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