I raduni illegali di auto e le esibizioni non autorizzate tornano al centro del dibattito sulla sicurezza. Dopo le giornate di caos legate all’Illegal Gardasee, evento promosso sui social dalla pagina Tsns, alcuni sindaci del territorio hanno deciso di presentare una denuncia-querela contro ignoti e chiedere un intervento normativo per contrastare fenomeni simili.
La preoccupazione delle amministrazioni locali nasce dai disagi provocati dall’evento e dai rischi legati a comportamenti considerati pericolosi per residenti e partecipanti. Nel Mantovano, durante una delle serate collegate al raduno, un’auto è finita sulla folla presente nell’area dell’evento, creando momenti di forte paura. Le persone coinvolte sono riuscite a rialzarsi rapidamente e, dalle prime informazioni, non avrebbero riportato conseguenze gravi.
Manifestazioni dedicate alle auto e alle prestazioni dei veicoli non rappresentano una novità nella zona del Garda e del territorio veronese, dove da anni vengono organizzati anche eventi regolarmente autorizzati, come i rally. La differenza, secondo gli amministratori, riguarda il rispetto delle regole e delle condizioni di sicurezza.
Dopo le proteste dei cittadini e le segnalazioni sui disagi provocati dall’Illegal Gardasee, i sindaci hanno deciso di avviare un’azione comune. L’obiettivo è impedire che raduni privi di autorizzazioni possano ripetersi senza strumenti adeguati per intervenire.
La sindaca di Peschiera del Garda, Orietta Gaiulli, ha annunciato l’intenzione di portare la questione all’attenzione del Governo. La richiesta è quella di introdurre una normativa specifica per regolamentare questi fenomeni, prendendo come riferimento il provvedimento adottato contro i rave party.
Nel 2022, infatti, il decreto-legge numero 162, successivamente convertito in legge, aveva introdotto nuove disposizioni per contrastare i raduni illegali con caratteristiche simili ai rave, dopo il grande evento organizzato a Modena nell’ottobre dello stesso anno.
Sul caso è intervenuto anche Claudio Cunial, rappresentante degli organizzatori del So.Ga (Southern Gardasee), evento che nei giorni scorsi era stato accostato al raduno promosso da Tsns. Gli organizzatori hanno preso le distanze dall’Illegal Gardasee, definendo gravi e illegali i comportamenti registrati durante l’iniziativa.
Cunial ha spiegato che il nome del So.Ga sarebbe stato utilizzato da altre persone per ottenere maggiore visibilità sui social, sfruttando la popolarità raggiunta dall’evento. Secondo quanto dichiarato, le due iniziative non avrebbero avuto collegamenti e gli organizzatori del So.Ga starebbero valutando eventuali azioni per tutelare il proprio marchio e la propria immagine.
A destare ulteriore attenzione sono anche alcuni video diffusi online che mostrerebbero comportamenti ritenuti problematici, tra cui azioni ai danni di mezzi delle forze dell’ordine. Eventuali responsabilità potranno essere accertate dalle autorità competenti, che procederanno con le denunce nel caso vengano identificati gli autori di eventuali reati.
Il caso dell’Illegal Gardasee riapre quindi il confronto sulla necessità di strumenti più efficaci per gestire raduni spontanei organizzati attraverso i social network, soprattutto quando possono generare situazioni di rischio per la sicurezza pubblica.
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