Il Consiglio comunale di Verona ha approvato le nuove tariffe Tari per il 2026 al termine di una lunga seduta caratterizzata da un acceso confronto politico. L’assemblea ha dato il via libera sia agli importi della tassa sui rifiuti sia al Piano economico finanziario 2026-2029 relativo al servizio di gestione integrata dei rifiuti.
Le nuove tariffe sono state approvate con 22 voti favorevoli e 8 contrari, mentre il Piano economico finanziario ha ottenuto il via libera con 22 voti a favore e 10 contrari. Il dibattito ha messo in evidenza posizioni molto diverse tra la maggioranza e i gruppi di opposizione, soprattutto sulle motivazioni dell’aumento e sulla qualità del servizio offerto ai cittadini.
A presentare i provvedimenti è stato l’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari, che ha spiegato come l’adeguamento della Tari sia riconducibile principalmente all’incremento dei costi del personale dovuto al rinnovo dei contratti di lavoro e all’introduzione della tariffa unica regionale per lo smaltimento del rifiuto residuo.
L’assessore ha inoltre ribadito la necessità di proseguire nel percorso di riorganizzazione del sistema di raccolta, considerato uno strumento fondamentale per incrementare la percentuale di raccolta differenziata e rendere il servizio più efficiente nel medio periodo.
L’aumento previsto per il 2026 è pari all’1,27%. La maggioranza ha sottolineato che si tratta di un incremento contenuto, inferiore al tasso di inflazione riconosciuto da Arera, ritenendolo indispensabile per sostenere l’evoluzione del sistema di raccolta dei rifiuti e gli investimenti collegati.
Di diverso avviso l’opposizione, che durante il confronto in Aula ha criticato sia l’aumento della tassa sia la gestione del servizio, evidenziando le segnalazioni di degrado provenienti da diversi quartieri cittadini e contestando gli incrementi della Tari registrati negli ultimi anni. Tra le osservazioni avanzate anche le difficoltà riscontrate nell’utilizzo dei cassonetti ad accesso controllato, oggetto di numerose segnalazioni da parte dei residenti.
Nel corso della discussione è stato affrontato anche il tema della raccolta differenziata. I dati richiamati durante il dibattito indicano che Verona è passata dal 53% al 60% di raccolta differenziata, registrando un miglioramento rispetto agli anni precedenti.
Nonostante la crescita, la città resta ancora al di sotto dell’obiettivo nazionale del 65% e distante dalla media regionale del Veneto, che supera il 78%. Un elemento che, secondo l’amministrazione, conferma la necessità di proseguire con il percorso di riorganizzazione del servizio.
La maggioranza ha ribadito l’intenzione di continuare con il nuovo modello di raccolta, impegnandosi allo stesso tempo a intervenire sulle criticità emerse durante la fase di applicazione, anche attraverso correttivi suggeriti dalle segnalazioni dei cittadini e dall’esperienza maturata nei diversi quartieri.
Con l’approvazione del Piano economico finanziario e delle nuove tariffe, il Comune definisce così il quadro economico della gestione dei rifiuti per i prossimi anni, mentre il confronto politico sul tema resta aperto e destinato a proseguire anche in relazione ai risultati che saranno raggiunti sul fronte della raccolta differenziata e della qualità del servizio.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
Perché ogni anno c’è un aumento?