La città di Verona si prepara a intervenire su due importanti aree del proprio patrimonio storico e monumentale. La Giunta comunale ha infatti approvato i quadri esigenziali relativi al restauro del Santuario di Madonna di Campagna e alla demolizione del Fabbricato “I” dell’ex Caserma Santa Marta, aggiornando il Programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028 e l’elenco annuale 2026.
Gli interventi, proposti dalla vicesindaca con delega all’Edilizia Monumentale Barbara Bissoli, prevedono una spesa complessiva di 355mila euro e puntano da un lato alla conservazione di un edificio religioso di grande valore storico, dall’altro alla messa in sicurezza e alla trasformazione di un’area oggi degradata.
Restauro della Basilica di Santa Maria della Pace
Il primo progetto riguarda il Santuario di Madonna di Campagna, nel quartiere di San Michele Extra, edificio conosciuto anche come Basilica di Santa Maria della Pace.
Per questo intervento è previsto uno stanziamento di 180mila euro destinato alla manutenzione della copertura lignea, degli intonaci interni e delle vetrate delle due cupole della chiesa.
La basilica venne realizzata a partire dal 1559 su progetto dell’architetto Michele Sanmicheli, uno dei principali protagonisti dell’architettura rinascimentale veronese. Successivamente ampliata tra il 1931 e il 1932, ha ottenuto nel 1987 il titolo di Basilica minore.
L’edificio presenta oggi diverse necessità manutentive legate soprattutto alle infiltrazioni e al deterioramento di alcune parti strutturali e decorative.
Il progetto prevede una serie di interventi mirati:
- pulizia di grondaie e pluviali per eliminare eventuali ostruzioni;
- controllo delle coperture in coppi nelle zone interessate da infiltrazioni;
- ripristino degli intonaci interni danneggiati dall’umidità;
- verifica e sostituzione dei vetri deteriorati nei serramenti della cupola principale e del transetto.
La progettazione e la direzione dei lavori saranno curate dal personale interno dell’amministrazione comunale, mentre alcune attività specialistiche saranno affidate a professionisti esterni, tra cui il coordinamento della sicurezza e le eventuali indagini tecniche.
Il Santuario è sottoposto a tutela architettonica e paesaggistica secondo quanto previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Demolizione del Fabbricato “I” all’ex Caserma Santa Marta
Il secondo intervento riguarda invece l’area dell’ex Caserma Santa Marta, in via Cantarane 24, dove sarà demolito il Fabbricato “I”, una struttura giudicata ormai degradata e priva di particolare valore storico-architettonico.
L’opera prevede un investimento di 175mila euro finanziato con fondi comunali. L’edificio, da tempo recintato e reso inaccessibile per motivi di sicurezza, si trova in prossimità del Silos di Levante e lungo il collegamento tra via Cantarane e la sede della Provianda, oggi occupata dall’Università degli Studi di Verona.
Al posto del fabbricato sorgerà una nuova area verde, inserita nel più ampio percorso di recupero dell’ex complesso militare.
Negli ultimi anni il sito ha già visto il recupero di diversi immobili storici, tra cui il Silos di Levante, la Casa del Capitano e le Guardianie degli ingressi est e ovest. Dal prossimo settembre, inoltre, l’edificio E ospiterà l’ITS Academy dopo i lavori di ristrutturazione in corso.
Interventi nel rispetto dei vincoli storici e ambientali
L’area dell’ex Caserma Santa Marta è sottoposta a tutela culturale e paesaggistica. Prima dell’avvio delle opere il Comune dovrà quindi acquisire i pareri della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e ottenere le autorizzazioni necessarie.
Il progetto di demolizione comprende diverse fasi operative: dalla verifica delle reti tecnologiche presenti alla rimozione di impianti, infissi e arredi, fino all’eventuale bonifica di materiali pericolosi come amianto o fibre artificiali vetrose.
Successivamente si procederà con l’abbattimento della struttura, la rimozione delle parti interrate, il riempimento degli scavi e la sistemazione finale dell’area.
I materiali derivanti dalla demolizione saranno selezionati e trasferiti presso impianti autorizzati per il corretto smaltimento.
Con questi due interventi Verona punta a tutelare il patrimonio storico e, allo stesso tempo, a recuperare spazi urbani attraverso opere di sicurezza e valorizzazione.
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