La Pianura dei Dogi si afferma come una delle realtà turistiche emergenti del territorio veronese. Nel 2025 la macroarea ha registrato circa 800mila presenze turistiche, un risultato che ne modifica il ruolo all’interno della provincia e conferma il crescente interesse verso una zona spesso identificata semplicemente come “Bassa veronese”.
Il dato arriva dall’Osservatorio Turistico Verona Garda della Destination Verona & Garda Foundation (DVG), organismo istituito dalla Camera di Commercio di Verona per coordinare e promuovere l’offerta turistica del territorio. Complessivamente, i quattro marchi d’area gestiti dalla fondazione – Lessinia, Soave-Est Veronese, Valpolicella e Pianura dei Dogi – hanno superato quota 1,4 milioni di presenze, con la pianura capace di raccogliere più della metà del totale.
Un territorio che costruisce una nuova identità
La crescita della Pianura dei Dogi non riguarda soltanto i numeri, ma anche il modo in cui il territorio vuole presentarsi ai visitatori. Il termine “Bassa”, legato soprattutto alla posizione geografica, viene progressivamente sostituito da un racconto più articolato che mette insieme cultura, natura, produzioni locali ed esperienze.
Il nuovo brand punta a trasformare una vasta area della provincia veronese in una destinazione riconoscibile, capace di attrarre turisti e creare nuove opportunità economiche.
La macroarea comprende oggi 38 Comuni, distribuiti lungo una fascia che attraversa la pianura veronese da Villafranca fino a Roveredo di Guà, coinvolgendo centri importanti come Legnago, Cerea, Bovolone e San Giovanni Lupatoto.
Nel 2025 il progetto si è ulteriormente ampliato con l’ingresso di Cologna Veneta, che ha scelto di aderire alla Pianura dei Dogi lasciando il marchio Soave-Est Veronese, ritenuto meno vicino alla propria identità territoriale.
Turismo tra natura, enogastronomia e attività all’aria aperta
Alla base della crescita del marchio ci sono le caratteristiche di un territorio che propone un’offerta diversa rispetto alle destinazioni turistiche più conosciute della provincia.
La Pianura dei Dogi valorizza infatti paesaggi agricoli, prodotti tipici, corsi d’acqua, aree naturali protette e realtà produttive locali, elementi che stanno contribuendo a costruire nuove esperienze per i visitatori.
Tra le proposte inserite nel catalogo ufficiale della destinazione figurano attività legate alla gastronomia, visite alle aziende del territorio, escursioni in kayak e percorsi alla scoperta dei paesaggi agroindustriali.
Secondo Luca Caputo, direttore generale della DVG, proprio la capacità di creare un’offerta diversificata rappresenta uno degli elementi principali della crescita della destinazione.
Crescono visitatori italiani e stranieri
L’analisi dei flussi turistici mostra una presenza significativa sia del mercato nazionale sia di quello internazionale. Il 53% delle presenze è rappresentato da turisti italiani, il 27% da visitatori provenienti dal Veneto e il restante 20% da viaggiatori stranieri.
Tra i principali mercati esteri emergono Germania, Romania, Paesi Bassi, Regno Unito, Svizzera e Austria. Alcuni Paesi hanno registrato incrementi rilevanti rispetto all’anno precedente: la Romania è cresciuta del 17%, mentre il Regno Unito ha segnato un aumento del 41%.
Anche la spesa dei visitatori evidenzia un impatto positivo sull’economia locale. Tra i settori maggiormente coinvolti figurano supermercati e negozi di specialità alimentari, cresciuti del 24% rispetto al 2024, ristoranti con un incremento del 27%, abbigliamento (+9%) e carburante (+11%).
Il valore medio degli acquisti si attesta sui 41 euro, con i turisti svizzeri al primo posto tra i visitatori stranieri per capacità di spesa, con una media di 62 euro.
La sfida della riconoscibilità
I risultati raggiunti rappresentano un punto di partenza per il futuro della destinazione. L’obiettivo ora è consolidare il marchio Pianura dei Dogi e renderlo sempre più riconoscibile sul mercato turistico.
La sfida è passare da un territorio considerato marginale a una meta con una propria identità, capace di attrarre visitatori grazie alla combinazione di autenticità, cultura, natura e produzioni locali.
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