Verona, il turismo internazionale cresce anche a giugno: aumentano i visitatori ad alta spesa

Il centro storico registra un calo fisiologico dopo il boom primaverile, ma mantiene una forte attrattività globale con oltre 725 mila presenze e una crescita dei turisti alto spendenti

turismo Verona Piazza Bra Arena di Verona

Il centro storico di Verona registra una naturale riduzione delle presenze nel mese di giugno dopo i numeri record raggiunti in primavera, ma continua a confermarsi una delle mete italiane più apprezzate dai visitatori internazionali. I dati raccolti dal sistema di monitoraggio di Confcommercio Verona in collaborazione con VeronaUp, attraverso l’analisi anonima delle informazioni della telefonia mobile, mostrano una città ancora fortemente attrattiva e con un turismo caratterizzato da una maggiore capacità di spesa.

Tra il 1° e il 30 giugno 2026, nell’area dell’ansa dell’Adige sono state rilevate 725 mila presenze, un risultato inferiore rispetto ai mesi precedenti, ma comunque superiore ai valori registrati all’inizio dell’anno.

Il confronto con la primavera evidenzia una diminuzione fisiologica: ad aprile erano state registrate circa 895 mila presenze, mentre a maggio il dato aveva superato quota 894 mila visitatori. Il calo di giugno risente anche delle temperature elevate che hanno condizionato gli spostamenti nelle città d’arte durante le ore più calde.

Nonostante la flessione stagionale, Verona mantiene una presenza turistica stabile e rafforza il proprio posizionamento come destinazione internazionale.

Oltre metà dei visitatori arriva dall’estero

Dei 725 mila visitatori complessivi monitorati nel mese di giugno, ben 373 mila provengono da Paesi stranieri, confermando il ruolo centrale del turismo internazionale per l’economia del centro storico.

Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato estero per Verona con 51.394 visitatori, seguiti dal Regno Unito con 46.891 presenze.

Al terzo posto si posiziona la Francia, anche se con una contrazione rispetto al mese precedente: i visitatori francesi passano infatti dagli oltre 51 mila rilevati a maggio ai 37.888 di giugno.

La classifica dei principali mercati internazionali prosegue con:

  • Germania: 36.271 visitatori
  • Polonia: 29.162 visitatori
  • Austria
  • Paesi Bassi

La distribuzione dei flussi conferma una forte diversificazione geografica, elemento che rende Verona meno dipendente da un singolo mercato turistico.

Crescono i visitatori da Asia e mercati extraeuropei

Oltre ai principali Paesi europei e nordamericani, Verona continua ad attirare turisti provenienti da aree lontane come Brasile, Hong Kong, Australia, Cina, Corea del Sud, Giappone e Canada.

Questi dati evidenziano la capacità della città di intercettare un pubblico globale interessato al patrimonio storico, culturale e artistico veronese.

I primi dieci Paesi di provenienza rappresentano circa il 75% del turismo internazionale, mentre il restante segmento è composto da numerosi mercati differenti, a conferma della varietà dell’offerta turistica della città.

La presenza di visitatori provenienti da continenti diversi dimostra il crescente riconoscimento internazionale di Verona come destinazione culturale e non soltanto come meta legata ai grandi eventi.

Milano guida il turismo italiano fuori provincia

Anche il turismo nazionale continua a rappresentare una componente significativa dei flussi verso il centro storico.

Tra i visitatori italiani provenienti da fuori provincia, il gruppo più numeroso arriva dalla provincia di Milano, con circa 9.800 presenze registrate nel mese di giugno.

Seguono:

  • Mantova, con circa 9.400 visitatori
  • Brescia, con circa 9.400 visitatori

La vicinanza geografica e i collegamenti con il territorio lombardo e veneto continuano quindi a favorire una presenza costante di visitatori italiani.

Aumenta la quota dei turisti con maggiore capacità di spesa

Uno degli elementi più significativi emersi dal monitoraggio riguarda la composizione qualitativa dei visitatori.

Nel mese di giugno è infatti cresciuta la percentuale dei turisti classificati come “alto spendenti”, passata dal 26,7% di maggio al 28,4%.

Contemporaneamente è diminuita la quota dei visitatori definiti “basso spendenti”, scesa dal 23,1% al 20,2%.

Il dato rappresenta un segnale positivo per il sistema economico del centro storico, perché indica una maggiore presenza di visitatori potenzialmente interessati a servizi, ristorazione, shopping e attività culturali con un impatto economico più rilevante.

La sfida per Verona non riguarda soltanto il numero delle presenze, ma la capacità di trasformare i flussi turistici in valore economico per commercianti, operatori e imprese locali.

Confcommercio: ora servono servizi e investimenti

Il direttore generale di Confcommercio Verona, Nicola Dal Dosso, sottolinea come il dato di giugno debba essere letto considerando il normale andamento stagionale.

“Il dato di giugno evidenzia una flessione rispetto ai mesi di aprile e maggio, anche a causa delle temperature particolarmente elevate che hanno limitato le visite nelle città d’arte” ha spiegato.

Secondo Dal Dosso, tuttavia, Verona continua a registrare risultati superiori rispetto al primo trimestre dell’anno e mantiene una forte capacità di attrazione verso visitatori internazionali.

“Nonostante ciò, Verona mantiene livelli di presenza superiori a quelli del primo trimestre dell’anno e continua ad attrarre un pubblico internazionale molto diversificato, con una quota crescente di visitatori ad alta capacità di spesa” ha aggiunto.

La prossima sfida è aumentare il valore del turismo

Per Confcommercio Verona, il prossimo obiettivo deve essere trasformare il volume dei visitatori in ricadute economiche concrete per la città.

Secondo l’associazione, sarà fondamentale rafforzare il ruolo del commercio, dei pubblici esercizi, dell’accoglienza e dei servizi dedicati ai turisti.

Tra le priorità indicate figurano:

  • miglioramento dell’accessibilità;
  • maggiore attenzione alla sicurezza;
  • cura del decoro urbano;
  • coordinamento degli eventi cittadini;
  • valorizzazione dell’esperienza complessiva del visitatore.

Una programmazione integrata può contribuire a rendere Verona ancora più competitiva e favorire soggiorni più lunghi e una maggiore distribuzione della spesa sul territorio.

I dati di giugno confermano quindi un quadro positivo: dopo il picco primaverile, Verona rallenta ma resta una destinazione internazionale solida, capace di attrarre turisti da tutto il mondo e con una crescente presenza di visitatori interessati a un’esperienza di qualità.

Redazione

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