La situazione delle risorse idriche nel territorio veronese richiede attenzione. Le falde acquifere hanno registrato una significativa riduzione dei livelli, spingendo gli enti responsabili della gestione dell’acqua ad adottare misure preventive per contenere i consumi e ridurre gli sprechi.
Nonostante al momento non siano state segnalate emergenze tali da compromettere il servizio degli acquedotti, la disponibilità delle risorse sotterranee è diventata motivo di monitoraggio costante. Il caldo estivo e l’aumento della domanda stanno infatti mettendo sotto pressione il sistema di approvvigionamento.
Secondo gli ultimi dati elaborati da Arpav, alla fine di giugno le falde di San Massimo e Villafranca presentavano valori inferiori rispetto alle medie attese per il periodo. In particolare, i livelli risultavano più bassi rispettivamente del 47 e del 48 per cento, evidenziando un calo significativo delle riserve idriche.
Per quanto riguarda San Massimo, il bollettino dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi orientali ha evidenziato che una larga parte delle rilevazioni effettuate negli anni precedenti, nello stesso periodo, mostrava valori superiori rispetto a quelli attuali.
Già a metà giugno l’Autorità aveva classificato il territorio veronese, così come gran parte del Veneto, in una condizione di severità idrica bassa. Questo livello indica una fase nella quale le reti pubbliche riescono ancora a soddisfare il fabbisogno, ma nella quale è necessario intervenire con azioni preventive per evitare possibili difficoltà future.
Acque Veronesi ha chiesto ai Comuni di limitare gli utilizzi dell’acqua non strettamente necessari, soprattutto quelli legati a irrigazioni e attività non domestiche. La società che gestisce il servizio idrico in gran parte della provincia ha sottolineato come l’aumento dei consumi dovuto alle alte temperature, insieme alla riduzione delle falde, renda necessario un comportamento più prudente.
Alcune amministrazioni locali hanno quindi iniziato ad adottare provvedimenti per contenere l’utilizzo dell’acqua potabile. Tra i primi Comuni interessati figurano diverse realtà della Bassa e dell’Est Veronese, tra cui Angiari, Bovolone, Concamarise, Isola Rizza, Oppeano, Roverchiara, Salizzole, Sanguinetto, San Pietro di Morubio, Mezzane e San Giovanni Ilarione.
Anche nell’area del lago di Garda la situazione viene monitorata con attenzione. Azienda Gardesana Servizi (Ags), pur non rilevando al momento particolari criticità, ha segnalato una normale riduzione stagionale della disponibilità di sorgenti e pozzi.
Considerata la forte presenza turistica nei comuni gardesani durante il periodo estivo, Ags ha invitato le amministrazioni locali a valutare ordinanze per limitare l’uso dell’acqua potabile nelle ore diurne per l’irrigazione di giardini pubblici e privati.
L’importanza dei comportamenti individuali è stata sottolineata anche da Ato Veronese, l’ente che coordina la gestione del servizio idrico nel territorio. Il direttore Alessandro Bordin ha evidenziato come ogni singolo cittadino possa contribuire alla tutela della risorsa idrica attraverso un utilizzo più consapevole.
Il presidente dell’autorità, Bruno Fanton, ha ricordato inoltre l’esistenza del Codice di autodisciplina adottato nel 2023, uno strumento pensato per consentire ai Comuni di programmare in anticipo interventi in caso di difficoltà nella disponibilità d’acqua.
Tra le misure previste dal piano rientra una riduzione del 25 per cento dell’irrigazione delle aree verdi pubbliche e degli impianti sportivi, oltre alla limitazione al minimo indispensabile del reintegro dell’acqua nelle piscine comunali.
L’obiettivo delle restrizioni è prevenire situazioni più critiche e garantire la continuità del servizio idrico anche nei periodi di maggiore consumo. Le autorità invitano quindi cittadini, imprese e amministrazioni a utilizzare l’acqua in modo responsabile, soprattutto durante le giornate caratterizzate da temperature elevate.
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