Verona crea un tavolo istituzionale per la giustizia riparativa

Comune, magistratura, università e terzo settore insieme per costruire un modello condiviso di ascolto, responsabilità e reinserimento sociale

Tavolo giustizia riparativa

Verona rafforza il proprio impegno sulla giustizia riparativa con la nascita del primo Tavolo istituzionale dedicato al coordinamento delle attività sul territorio. L’iniziativa riunisce enti pubblici, istituzioni giudiziarie, mondo accademico e realtà del terzo settore con l’obiettivo di definire strategie operative comuni e consolidare un sistema integrato.

Il nuovo organismo rappresenta l’evoluzione del percorso avviato nei mesi precedenti con la creazione del Centro per la Giustizia Riparativa, nato in attuazione delle indicazioni previste dalla Riforma Cartabia in materia di mediazione, responsabilizzazione e ricostruzione delle relazioni sociali.

L’obiettivo principale è sviluppare un modello capace di mettere al centro la persona, favorendo il dialogo tra vittime, autori di reato e comunità.

Al primo incontro del Tavolo hanno partecipato rappresentanti del Comune di Verona, dell’Ordine degli Avvocati, del Tribunale Ordinario, dell’Università di Verona, dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM), dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UEPE), del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e della Fondazione Don Calabria ETS.

Presente anche la direzione della Casa Circondariale, mentre sono state coinvolte e informate la Magistratura di sorveglianza e la Procura.

Un coordinamento tra giustizia, istituzioni e comunità

La costituzione del Tavolo consolida un percorso di collaborazione tra soggetti con competenze differenti ma accomunati dalla volontà di promuovere una nuova cultura della giustizia.

Il gruppo di lavoro nasce grazie ai protocolli e agli accordi sottoscritti dal Comune di Verona con le principali realtà impegnate nell’ambito della giustizia, dell’esecuzione penale, della tutela dei diritti e del reinserimento sociale.

La finalità è creare una rete stabile e permanente in grado di accompagnare il funzionamento del Centro per la Giustizia Riparativa e favorire azioni coordinate sul territorio.

La giustizia riparativa si basa infatti su un approccio che supera la sola dimensione della pena, puntando sulla responsabilizzazione degli autori di reato, sul sostegno alle vittime e sulla ricostruzione dei rapporti compromessi.

Verona punta su ascolto, responsabilità e inclusione

L’assessora alla Sicurezza e Legalità del Comune di Verona, Stefania Zivelonghi, ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni.

“La forza di questo progetto risiede nella capacità delle istituzioni di fare rete e di agire insieme” ha dichiarato, sottolineando come il Tavolo rappresenti uno spazio concreto dove trasformare una visione condivisa in interventi a favore della comunità.

Secondo l’assessora, il nuovo percorso dimostra la possibilità di costruire un modello di giustizia differente, basato su ascolto, responsabilità e recupero dei legami sociali.

La presenza contemporanea di istituzioni giudiziarie, amministrazioni, università e associazioni conferma la volontà di sviluppare un sistema territoriale capace di rispondere alle esigenze delle persone coinvolte nei procedimenti penali.

Il ruolo del Centro per la Giustizia Riparativa

Fondazione Don Calabria ETS, ente incaricato dell’attuazione del progetto, sottolinea l’importanza di trasformare la rete istituzionale in un percorso aperto anche alla cittadinanza.

Il responsabile dell’ente attuatore, Silvio Masin, ha spiegato che l’apertura del Centro rappresenta un’opportunità per diffondere la cultura riparativa sul territorio.

La prossima sfida sarà coinvolgere la comunità, aumentando la conoscenza e la sensibilità verso strumenti alternativi di gestione del conflitto.

Secondo Masin, il sostegno delle istituzioni costituisce una base fondamentale dal punto di vista metodologico e organizzativo, ma il coinvolgimento dei cittadini sarà determinante per rendere efficace il lavoro del Centro.

La giustizia riparativa, infatti, non riguarda soltanto il sistema giudiziario, ma coinvolge l’intera società nel percorso di ricostruzione della fiducia e della convivenza civile.

Formazione e nuove competenze tra gli obiettivi del Tavolo

Tra i compiti del nuovo organismo rientra anche la promozione di attività formative rivolte agli operatori coinvolti.

Paola Zanchetta, dirigente dell’Area Servizi alla Persona del Comune di Verona, ha ricordato come il Tavolo interistituzionale abbia anche il compito di creare occasioni di formazione e confronto.

La crescita delle competenze rappresenta un elemento essenziale per garantire interventi efficaci e coerenti con i principi della giustizia riparativa.

Con questo nuovo strumento di coordinamento, Verona si inserisce tra le realtà italiane più attive nello sviluppo di percorsi innovativi legati alla giustizia riparativa, puntando su collaborazione istituzionale e partecipazione della comunità.

Redazione

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