Nel cuore della Valpolicella Classica prende forma Mezzo Ettaro, un progetto vitivinicolo che unisce esperienza, giovani energie e un forte legame con il territorio. L’iniziativa nasce a San Pietro in Cariano dall’incontro tra Giorgio Dolcetta, medico in pensione con una lunga carriera nel settore sanitario, e Leonardo Zamboni, giovane professionista arrivato nel progetto attraverso un percorso di formazione.
L’obiettivo è creare una realtà fondata su sostenibilità, autenticità e valorizzazione del territorio, partendo da una piccola superficie agricola trasformata in un luogo dedicato alla produzione di vino, all’accoglienza e alla condivisione di esperienze.
Mezzo Ettaro rappresenta un passaggio di testimone tra generazioni diverse, unite dalla passione per il mondo vitivinicolo. Dolcetta ha scelto di trasformare il proprio interesse per il vino in un nuovo percorso imprenditoriale, coinvolgendo Zamboni, individuato come una figura capace di portare curiosità, entusiasmo e nuove prospettive all’interno del progetto.
«È un sogno che si realizza, partendo dal nettare degli dei e unendo la possibilità di trasmettere ai nostri ospiti la conoscenza e il valore che ogni incontro può lasciare», ha raccontato Dolcetta, spiegando la filosofia alla base dell’iniziativa. Il progetto nasce infatti non soltanto come attività produttiva, ma come spazio di relazione e scoperta.
La coltivazione si sviluppa su appena mezzo ettaro di terreno, dove vengono curate viti e ulivi attraverso pratiche biologiche e lavorazioni completamente manuali. La scelta di evitare l’utilizzo di prodotti chimici e di mantenere una produzione contenuta punta a preservare qualità, identità e rispetto dell’ambiente.
La produzione annuale rimane volutamente limitata, con circa 2mila bottiglie complessive tra Valpolicella Superiore e Rosato. Un quantitativo ridotto che permette di seguire con attenzione ogni fase della lavorazione e di mantenere un rapporto diretto tra territorio, prodotto e consumatore.
Accanto alla parte agricola, Mezzo Ettaro sta sviluppando anche un percorso dedicato all’ospitalità e alle esperienze. Dopo il positivo riscontro ottenuto dalla prima stagione di appuntamenti incentrati su benessere, comunicazione e crescita personale, i promotori stanno preparando un nuovo calendario di incontri previsto a partire dalla fine dell’estate.
L’idea è creare occasioni di confronto attraverso degustazioni, momenti formativi e appuntamenti con esperti di diversi ambiti. Il vino diventa così un punto di partenza per costruire relazioni e favorire la condivisione di conoscenze, andando oltre la semplice esperienza enogastronomica.
Il valore dell’accoglienza ha portato anche un importante riconoscimento a Leonardo Zamboni, premiato come miglior Hospitality Manager nel settore vitivinicolo inclusivo. Un risultato che valorizza il suo ruolo all’interno del progetto e l’attenzione dedicata al rapporto con gli ospiti.
«Ricevere questo riconoscimento è sicuramente un punto di partenza», ha spiegato Zamboni. La sua attività quotidiana lo porta a seguire direttamente il ciclo della vite, dalla stagionalità delle coltivazioni fino alle diverse fasi del lavoro in campo. Parallelamente, il contatto con i visitatori rappresenta un’opportunità continua di confronto e crescita personale.
Mezzo Ettaro si propone quindi come una realtà in cui agricoltura, cultura del vino e relazioni umane convivono in un equilibrio costruito sulla sostenibilità e sull’identità locale. Un progetto che punta a raccontare la Valpolicella attraverso una dimensione più intima, fatta di piccoli numeri, cura artigianale e nuove forme di ospitalità.
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