Il Sesto Cerchio conclude il proprio percorso lasciando un importante risultato in termini di partecipazione, coinvolgimento delle comunità e valorizzazione culturale dei territori di Verona e Sondrio. Il programma artistico, nato nell’ambito della Cultural Olympiad di Milano Cortina 2026, ha accompagnato cittadini, studenti e visitatori da ottobre 2025 a giugno 2026 attraverso spettacoli, laboratori, incontri e performance diffuse.
L’iniziativa ha avuto come obiettivo quello di interpretare i valori olimpici attraverso i linguaggi dell’arte, creando un collegamento tra sport, cultura e partecipazione sociale.
Il bilancio finale parla di oltre 10.000 partecipanti complessivi e 130 artisti e professionisti coinvolti, con attività pensate soprattutto per avvicinare giovani e comunità locali a temi come inclusione, accessibilità, parità e collaborazione.
Il progetto è stato ideato dall’Associazione Culturale ZEBRA Impresa Sociale, responsabile della produzione esecutiva, e dall’Associazione Culturale MITMACHER, con la direzione artistica di Chiara Frigo, Giovanna Scardoni, Nicoletta Scrivo e Stefano Scherini.
Verona protagonista con oltre 5.500 partecipanti
A Verona il progetto ha registrato numeri significativi: più di 5.500 persone hanno preso parte alle attività organizzate in città, tra cittadini, giovani, studenti e visitatori.
La programmazione ha coinvolto 12 diversi spazi cittadini con 30 appuntamenti distribuiti in nove mesi, comprendendo spettacoli teatrali, performance partecipative, incontri culturali e laboratori dedicati alle scuole.
Sei appuntamenti sono stati realizzati specificamente per il pubblico scolastico, confermando il ruolo educativo dell’iniziativa e il coinvolgimento delle nuove generazioni.
L’assessora alla Cultura del Comune di Verona Marta Ugolini ha sottolineato come il progetto abbia portato la cultura fuori dagli spazi tradizionali, coinvolgendo quartieri, piazze e luoghi simbolici della città.
Teatri, aree verdi, piazze e spazi di rigenerazione urbana sono diventati luoghi di incontro e partecipazione, creando una nuova geografia culturale della città.
Tra le location coinvolte figurano il Teatro Camploy, il Teatro Ristori, il Giardino Giusti, il Polo Santa Marta, il Pala AGSM AIM, piazza dei Signori, piazzetta Pescheria, piazza Santa Toscana, il lungadige Attiraglio, Parco San Giacomo e Habitat 83.
Cinque percorsi tematici tra teatro, danza e inclusione
Le attività de Il Sesto Cerchio sono state organizzate attraverso cinque aree tematiche che hanno accompagnato il pubblico alla scoperta dei valori olimpici.
Opening: spettacoli e partecipazione collettiva
Il primo percorso ha ospitato produzioni e performance capaci di coinvolgere direttamente il pubblico. Tra queste Antartide, Sci Clubbing e Go Wild for Life di Chiara Frigo, oltre allo spettacolo teatrale Randagio con drammaturgia di Serena Marchi.
Spazio anche al rapporto tra arte e sport con Sporty Telling, progetto curato da Giovanna Scardoni con Stefano Bartezzaghi, Serena Marchi e Fulvio Valbusa.
Fiamma Olimpica: la città coinvolta nel percorso della torcia
Il progetto ha accompagnato anche il passaggio simbolico della Fiamma Olimpica attraverso iniziative partecipative.
Tra queste il flash mob Gran Paradiso di Chiara Frigo e la Nelken Line di Silvia Gribaudi, guidata da Marigia Maggipinto e realizzata insieme alle scuole del territorio.
Femminile: raccontare lo sport attraverso nuove prospettive
Una sezione è stata dedicata alle esperienze femminili nello sport e nella società attraverso il ciclo di incontri Igloo e il reading musicale Le ragazze dello sport – un’occasione anche per me di Giovanna Scardoni.
Tra le protagoniste degli incontri Giorgia Celli, Marigia Maggipinto, Sara Simeoni e Jone San Martin.
Paralimpiadi: accessibilità e inclusione
Grande attenzione è stata dedicata ai temi dell’inclusione con progetti come Tracce vive, la pratica Dance Well curata da ARTE3 aps e le attività del Collettivo Elevator Bunker.
Il percorso ha incluso anche il sostegno alla partecipazione di pubblici neurodivergenti e lo spettacolo Flamingo.
Opera: giovani artisti e teatro musicale
La sezione dedicata all’opera ha portato sul palco del Teatro Ristori di Verona Just Play It di Giovanna Scardoni, con giovani artisti provenienti da accademie e conservatori.
Un’eredità fatta di relazioni e comunità
La direzione artistica de Il Sesto Cerchio ha evidenziato come il progetto abbia raggiunto l’obiettivo di aggiungere un ideale “sesto cerchio” ai cinque simboli olimpici: quello delle comunità.
L’iniziativa ha trasformato cittadini e spettatori in parte attiva degli eventi, creando nuove relazioni tra persone, generazioni e territori.
Il percorso ha coinvolto numerosi giovani attraverso spettacoli, incontri e attività educative, offrendo occasioni di confronto sui valori dello sport attraverso musica, danza e teatro.
Il successo dell’iniziativa è stato possibile grazie alla collaborazione tra Comune di Verona, Comune di Sondrio, APF Valtellina e Civica Scuola di Musica Danza e Teatro della Provincia di Sondrio, con il contributo della Provincia di Sondrio, Fondazione Cariverona e MAGIS.
Filippo Manfredi, direttore generale di Fondazione Cariverona, ha evidenziato come il valore delle Olimpiadi non si esaurisca nell’evento sportivo, ma nella capacità di generare partecipazione e senso di appartenenza.
Federico Testa, presidente di MAGIS, ha invece sottolineato il valore di un progetto capace di unire cultura, sport e inclusione lasciando un’eredità duratura nei territori coinvolti.
Il Sesto Cerchio si conclude quindi come un esempio di cultura diffusa e partecipata, capace di trasformare un grande evento internazionale in un’esperienza condivisa dalle comunità locali.
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