Verona si conferma tra le province italiane più esposte al fenomeno delle truffe online, posizionandosi al terzo posto nella classifica nazionale. Nel 2025 sono state registrate circa 545 denunce ogni 100mila abitanti, con un incremento dell’1,44% rispetto all’anno precedente, segno di una crescita costante nonostante il quadro generale del Paese mostri andamenti differenti a seconda delle aree.
Il dato emerge da un’elaborazione basata su fonti Istat, Il Sole 24 Ore e Confartigianato, analizzate dal portale Truffa.net, che evidenzia come le truffe telematiche rappresentino oggi il secondo reato più denunciato in Italia dopo i furti. Un fenomeno strettamente legato alla crescente digitalizzazione della società , con oltre il 90% della popolazione ormai costantemente connessa.
Nel periodo 2023 le segnalazioni complessive a livello nazionale avevano superato le 300.000 denunce, con un aumento superiore al 10% rispetto all’anno precedente. A Verona, nello stesso arco temporale, l’incidenza risultava già molto elevata, con oltre 577 truffe ogni 100.000 abitanti e una crescita significativa nel quadriennio 2019-2023. La provincia si distingue anche per un indice composito che tiene conto sia della frequenza dei reati sia della loro crescita nel tempo.
Nel 2025 il trend non si è invertito: il numero di segnalazioni continua a salire, confermando Verona tra le aree più colpite insieme a poche altre realtà come Milano e Napoli, che mostrano dinamiche simili in termini di attenzione e crescita del fenomeno.
Le modalità di raggiro più diffuse restano quelle legate al phishing, smishing e vishing, che da sole rappresentano circa il 55% delle denunce a livello nazionale. Seguono le truffe sui marketplace online, che incidono per circa il 20% dei casi complessivi. In tutte le varianti, i truffatori puntano a generare un senso di urgenza, simulando comunicazioni da parte di banche, corrieri o enti pubblici per sottrarre credenziali, codici OTP o indurre le vittime a effettuare pagamenti.
Il phishing avviene principalmente tramite email o siti web falsi, lo smishing attraverso messaggi SMS, mentre il vishing sfrutta telefonate o messaggi vocali. Sempre più spesso, queste tecniche vengono combinate tra loro, aumentando la difficoltà di riconoscimento da parte degli utenti e rendendo più complesso il lavoro di prevenzione.
Nonostante l’aumento delle frodi digitali, l’Italia mantiene una posizione relativamente solida sul piano della sicurezza informatica, classificandosi tra i primi cinque Paesi nel National Cyber Security Index, un indicatore internazionale che misura la capacità di risposta alle minacce informatiche.
Secondo gli esperti, il fenomeno è in continua evoluzione e si alimenta anche attraverso schemi sempre più sofisticati, come proposte di investimento con rendimenti elevati o finti intermediari finanziari. In alcuni casi, le vittime vengono attratte da promesse di guadagni elevati legati a criptovalute, oro o strumenti finanziari inesistenti, per poi scoprire la totale irreperibilità dei soggetti coinvolti.
Gli analisti sottolineano inoltre che, in presenza di truffe digitali, il recupero delle somme non è automatico e dipende da diversi fattori, tra cui la capacità della vittima di aver agito con adeguata prudenza e la valutazione degli organismi competenti o delle eventuali coperture assicurative.
Il quadro complessivo evidenzia quindi un fenomeno strutturale, in crescita e strettamente legato all’evoluzione digitale, che continua a richiedere maggiore consapevolezza e strumenti di prevenzione sempre più efficaci.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.