Emergenza idrica in Veneto: Coldiretti chiede interventi strutturali su Po e risorse acqua

Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza regionale, l’allarme per siccità e cuneo salino riporta al centro il tema della gestione idrica e delle infrastrutture agricole

La dichiarazione di Stato di Emergenza Regionale firmata dal presidente del Veneto Alberto Stefani conferma una situazione di forte criticità legata alla disponibilità di risorse idriche sul territorio.

Coldiretti Veneto sottolinea come il provvedimento istituzionale fotografi un problema già da tempo segnalato dal mondo agricolo: una crisi idrica diffusa, aggravata dalla riduzione delle portate dei principali corsi d’acqua, in particolare del fiume Po, e dal crescente rischio di risalita del cuneo salino.

La situazione interessa l’intero sistema regionale, con impatti diretti su agricoltura, approvvigionamento idrico e tenuta ambientale.

Salvan (Coldiretti): “Non basta la pioggia, servono soluzioni strutturali”

Secondo il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan, le recenti precipitazioni rappresentano solo un sollievo temporaneo e non risolvono una crisi ormai consolidata.

“Arriviamo da oltre cento giorni di deficit pluviometrico pressoché continuo” ha spiegato Salvan, evidenziando come i mesi recenti siano stati caratterizzati da piogge inferiori alla media e da temperature elevate che hanno accelerato il consumo delle riserve idriche.

Il quadro delineato evidenzia una condizione di stress idrico prolungato, che ha progressivamente ridotto la disponibilità d’acqua per uso agricolo e civile.

Po sotto pressione e rischio cuneo salino

Uno degli elementi più critici riguarda la situazione del fiume Po, le cui portate risultano ancora insufficienti a garantire un equilibrio idrologico stabile.

La riduzione dei livelli idrici comporta effetti a catena: difficoltà nell’irrigazione dei terreni agricoli, criticità nell’approvvigionamento e aumento del rischio di intrusione del cuneo salino, fenomeno che compromette la qualità delle acque e la produttività dei suoli nelle aree del Delta.

Coldiretti Veneto segnala che, dall’inizio dell’anno idrologico, mancano circa 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua, un dato che conferma la gravità della situazione a livello regionale.

La richiesta di interventi strutturali e gestione condivisa

L’organizzazione agricola ribadisce la necessità di una strategia di lungo periodo basata su interventi infrastrutturali e pianificazione della risorsa idrica, superando la gestione emergenziale legata esclusivamente alle condizioni meteorologiche.

Salvan ha richiamato anche il confronto con il commissario per la siccità, Ciciliano, avvenuto a Crespino, auspicando che venga dotato di poteri operativi e risorse adeguate per attuare i progetti già predisposti dai consorzi di bonifica.

Tra le priorità indicate figura la realizzazione di un sistema di gestione condivisa dell’acqua, capace di coordinare enti locali, consorzi e istituzioni regionali.

Invasi e infrastrutture per la resilienza climatica

Nel documento di Coldiretti Veneto viene ribadita la centralità delle infrastrutture idriche multifunzionali, in particolare il piano degli invasi, considerati strumenti fondamentali per trattenere e conservare l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità.

Secondo l’organizzazione, solo attraverso questi interventi sarà possibile garantire maggiore resilienza al sistema agricolo e territoriale, riducendo la vulnerabilità agli effetti dei cambiamenti climatici.

L’obiettivo è duplice: assicurare continuità produttiva alle aziende agricole e garantire stabilità nella gestione delle risorse per cittadini e imprese.

Un’emergenza che riguarda tutto il sistema regionale

La crisi idrica in Veneto viene quindi descritta come una condizione strutturale e non più episodica, che coinvolge l’intero sistema economico e ambientale regionale.

Il messaggio di Coldiretti Veneto punta a rafforzare la consapevolezza sulla necessità di politiche integrate e investimenti strategici, in grado di affrontare in modo permanente la scarsità d’acqua e le sue conseguenze sul territorio.

Redazione

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