La Regione Veneto ha esteso le misure di tutela contro il caldo estremo, ampliando l’ordinanza che vieta il lavoro nelle ore più calde della giornata ad ulteriori categorie professionali particolarmente esposte allo stress termico.
Il provvedimento, firmato dal presidente della Regione, interviene in un contesto di prolungate ondate di calore e temperature elevate che aumentano il rischio per la salute dei lavoratori impegnati all’aperto o in ambienti ad alta esposizione termica.
Tra le nuove attività incluse nel divieto rientrano i cantieri stradali, la logistica di piazzale, i servizi di consegna di beni in ambito urbano effettuati da rider con biciclette o motocicli, oltre alle attività legate alla produzione del vetro artistico.
In particolare, per i rider e per chi opera nei cantieri all’aperto, il problema principale è l’impossibilità di evitare una esposizione prolungata al sole nelle ore centrali della giornata, quando le temperature raggiungono i picchi più elevati e il rischio di colpi di calore aumenta in modo significativo.
Per quanto riguarda la lavorazione del vetro artistico, l’ordinanza evidenzia una condizione diversa ma altrettanto critica: gli operatori sono esposti a un microclima estremamente caldo e costante, generato dalla presenza di forni fusori che raggiungono temperature molto elevate, aggravate ulteriormente dal caldo estivo.
Il provvedimento è in vigore dal 2 luglio fino al 31 agosto e stabilisce il divieto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16, nei giorni in cui il sistema di monitoraggio del rischio Worklimate (INAIL-CNR) segnala livelli di rischio “alto”.
La Regione sottolinea inoltre che la misura si applica anche nei casi in cui le normali misure di prevenzione previste dalla normativa non siano sufficienti a eliminare il rischio per la salute dei lavoratori.
Il provvedimento raccomanda ai datori di lavoro una possibile rimodulazione degli orari di attività, così da evitare le fasce orarie più critiche e ridurre l’esposizione al caldo. Sono esclusi dal divieto gli interventi di pubblica utilità, protezione civile e sicurezza, purché vengano adottate adeguate misure organizzative.
L’obiettivo dell’ordinanza è quello di prevenire situazioni di emergenza legate allo stress termico, sempre più frequenti durante le estati caratterizzate da ondate di calore prolungate, e garantire condizioni di lavoro più sicure per le categorie maggiormente esposte.
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