Otello al Teatro Romano con Lella Costa e Gabriele Vacis

Premio Simoni e grande classico shakespeariano per una serata dell’Estate Teatrale Veronese dedicata al potere delle parole

Estate teatrale veronese 2026 presentazione

Venerdì 3 luglio il Teatro Romano di Verona ospita uno degli appuntamenti più significativi dell’Estate Teatrale Veronese 2026, diretta da Fabrizio Arcuri. Alle ore 21.30 va in scena Otello, di precise parole si vive, la rilettura contemporanea del capolavoro di William Shakespeare firmata e interpretata da Lella Costa e Gabriele Vacis.

Lo spettacolo propone una riflessione profonda sul potere del linguaggio, sulla sua capacità di costruire o distruggere relazioni, e sulla responsabilità etica delle parole nel mondo contemporaneo. Al centro della narrazione resta la tragedia di Otello, reinterpretata attraverso una lente moderna che evidenzia dinamiche di manipolazione, identità e fragilità emotiva.

Premio Renato Simoni a Lella Costa

La serata sarà preceduta, alle ore 21.15, dalla cerimonia del 68° Premio Renato Simoni per la fedeltà al teatro di prosa, conferito proprio a Lella Costa. Il riconoscimento, istituito nel 1958 dai Comuni di Verona e Milano, celebra le personalità che hanno contribuito in modo decisivo alla crescita del teatro italiano.

La giuria, presieduta dal sindaco Damiano Tommasi e composta da critici e studiosi di rilievo nazionale, ha scelto di premiare l’attrice per il suo percorso artistico caratterizzato da impegno civile, rigore interpretativo e centralità della parola teatrale.

La combinazione tra premiazione e spettacolo trasforma la serata in un evento unico, dedicato al teatro di parola e alla sua funzione culturale e sociale.

Il linguaggio come strumento di potere e responsabilità

Al centro di Otello, di precise parole si vive c’è una riflessione sulla forza del linguaggio. La drammaturgia, costruita dagli stessi Costa e Vacis, mette in evidenza come le parole possano diventare strumenti di manipolazione, inganno e distruzione.

Il personaggio di Iago, in particolare, rappresenta la capacità del linguaggio di deformare la realtà, mentre Otello diventa il simbolo della fragilità emotiva esposta al condizionamento verbale.

Secondo gli autori, il testo shakespeariano mantiene una sorprendente attualità perché evidenzia la centralità delle parole nella costruzione delle relazioni umane, un tema che oggi assume un valore ancora più urgente.

Un Otello contemporaneo tra classico e presente

La nuova versione dello spettacolo nasce dalla volontà di riportare in scena un lavoro già realizzato vent’anni fa, aggiornandolo alla sensibilità contemporanea. La messa in scena conserva la struttura narrativa originale, ma ne rielabora profondamente il linguaggio scenico e interpretativo.

Al centro emerge una lettura critica del tema del patriarcato e della violenza di genere, con una particolare attenzione al concetto, oggi contestato, dell’“amore che giustifica il possesso”.

Il regista Gabriele Vacis sottolinea come sia necessario interrogarsi su queste dinamiche senza più accettare narrazioni che normalizzano la violenza, restituendo al teatro una funzione di analisi sociale oltre che artistica.

Teatro come spazio civile e memoria culturale

L’evento al Teatro Romano non rappresenta solo una messa in scena, ma anche un momento di riflessione collettiva sul ruolo del teatro nella società contemporanea. Il Premio Renato Simoni e la rappresentazione di Otello si intrecciano in un’unica serata dedicata alla memoria teatrale e alla responsabilità del linguaggio.

Le istituzioni cittadine hanno sottolineato il valore dell’iniziativa come occasione per rafforzare il legame tra cultura, città e pubblico, confermando il ruolo dell’Estate Teatrale Veronese come punto di riferimento per la scena nazionale.

Un festival tra tradizione e innovazione

L’Estate Teatrale Veronese 2026 si conferma un progetto culturale che unisce classici del teatro, ricerca contemporanea e sperimentazione artistica. La presenza di figure come Lella Costa e Gabriele Vacis evidenzia la volontà di mantenere un dialogo costante tra tradizione e innovazione.

In questo contesto, Otello, di precise parole si vive diventa non solo uno spettacolo, ma un dispositivo critico che invita il pubblico a interrogarsi sul presente attraverso il linguaggio del teatro.

Redazione

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