La ventunesima edizione della Goletta dei Laghi 2026 di Legambiente evidenzia un quadro contrastante per la sponda veronese del lago di Garda. I controlli effettuati dall’associazione ambientalista hanno interessato sei punti lungo il bacino lacustre: tre sono risultati conformi ai limiti di legge, mentre gli altri tre hanno mostrato livelli di criticità, con due aree classificate come inquinate e una come fortemente inquinata.
Il monitoraggio è stato presentato martedì 30 giugno a Peschiera del Garda, durante una conferenza stampa organizzata presso il Porto Peschiera, nell’ambito della terza tappa veneta della campagna nazionale dedicata alla qualità delle acque dei laghi italiani.
Rispetto al 2025 emerge un peggioramento dei parametri microbiologici, considerando che nella precedente rilevazione tutti i punti controllati sulla sponda veneta del Garda erano rientrati nei limiti previsti.
I punti sotto osservazione sul lago di Garda
Le analisi hanno evidenziato tre siti che hanno mantenuto valori compatibili con la normativa vigente. Si tratta della foce del torrente Gusa, della foce del torrente Marra e della foce del rio Dugale.
Queste aree, in passato caratterizzate da episodi di superamento dei parametri microbiologici, hanno confermato il miglioramento registrato negli ultimi anni. In particolare, il rientro nei limiti era già stato osservato per il torrente Gusa nel 2021, per il rio Dugale nel 2020 e per il torrente Marra nel 2025.
Diversa invece la situazione per altri tre punti monitorati. La foce del torrente Bosca e la foce del torrente Rielo sono state indicate come inquinate, nonostante nel 2025 fossero risultate regolari. Entrambe avevano già mostrato problemi nel 2024, quando erano state classificate come fortemente inquinate, evidenziando una situazione variabile nel tempo.
Il punto con la maggiore criticità è risultato quello della foce del torrente San Severo, classificato come fortemente inquinato. L’area aveva rispettato i limiti dal 2019, ma negli anni precedenti aveva già manifestato problematiche legate alla qualità delle acque.
Legambiente: “Serve attenzione sul peggioramento”
Secondo Emilio Bianco, portavoce della Goletta dei Laghi, i risultati raccolti mostrano la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla tutela del lago di Garda.
L’associazione sottolinea da un lato i miglioramenti raggiunti in alcuni punti storicamente problematici, ma dall’altro evidenzia un peggioramento rispetto all’anno precedente, quando tutti i siti analizzati risultavano conformi.
Le principali preoccupazioni riguardano le foci dei torrenti Bosca, Rielo e soprattutto San Severo, considerate aree dove è necessario rafforzare le attività di controllo e prevenzione. Per Legambiente la protezione del bacino lacustre richiede un impegno continuo da parte delle amministrazioni locali e dei gestori del servizio idrico, con l’obiettivo di preservare la qualità ambientale e l’equilibrio degli ecosistemi.
Richiesti controlli sui sistemi di depurazione
Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, ha evidenziato la necessità di interpretare i dati con attenzione, ricordando che le acque destinate alla balneazione sulla sponda veneta del Garda vengono sottoposte ai controlli ufficiali di Arpav e risultano sicure sulla base dei campionamenti effettuati.
Le criticità rilevate dall’associazione riguardano invece le aree in prossimità delle foci dei corsi d’acqua, dove potrebbero emergere fragilità nei sistemi di raccolta e trattamento dei reflui oppure problemi legati alla gestione delle acque provenienti dai bacini interni.
Legambiente richiama quindi la necessità di un’azione coordinata che coinvolga non solo i comuni direttamente affacciati sul lago, ma anche quelli dell’entroterra collegati ai corsi d’acqua monitorati.
Tra le priorità indicate figurano verifiche più puntuali, investimenti nelle infrastrutture idriche e interventi per ridurre il rischio di dispersioni o carichi inquinanti prima che raggiungano il lago.
La situazione fotografata dalla Goletta dei Laghi 2026 conferma quindi l’importanza di un monitoraggio costante per individuare tempestivamente eventuali problemi e garantire la tutela del principale bacino lacustre italiano.
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