All’Aoui Verona prosegue un progetto dedicato alla sicurezza delle cure negli anziani attraverso una revisione delle terapie farmacologiche. L’iniziativa punta a individuare ed eliminare i cosiddetti “farmaci inutili” o non più appropriati, con l’obiettivo di ridurre possibili rischi per i pazienti e allo stesso tempo generare risparmi per il sistema sanitario.
Il programma, avviato nel 2024 e oggi considerato un modello di riferimento a livello nazionale, si basa sulle attività di medication review e deprescribing, cioè la valutazione periodica dei trattamenti in corso e l’eventuale sospensione dei medicinali che non risultano più necessari o vantaggiosi.
Il progetto è coordinato dal farmacologo clinico Gianluca Trifirò e coinvolge diverse strutture dell’Aoui Verona, tra cui Geriatria, Medicina Interna, Medicina d’urgenza e Medicina generale. Il lavoro è rivolto in particolare ai pazienti anziani sottoposti a politerapia, una condizione molto frequente nella popolazione over 65.
Circa un anziano su tre assume quotidianamente dieci o più farmaci, una situazione che può aumentare il rischio di interazioni tra medicinali, effetti indesiderati e complicazioni legate alla gestione di terapie complesse.
I primi risultati ottenuti dal progetto pilota mostrano un impatto significativo. Nei primi 100 pazienti analizzati, con un’età media di circa 85 anni, sono stati sospesi in media quattro farmaci considerati inappropriati per ogni persona valutata.
Tra i medicinali maggiormente interessati dalla revisione figurano antidepressivi, benzodiazepine, statine, diuretici e gastroprotettori. La scelta di modificare o interrompere una terapia viene effettuata attraverso una valutazione clinica personalizzata, considerando condizioni di salute, benefici attesi e possibili rischi.
L’intervento produce effetti positivi anche dal punto di vista economico. Secondo le stime del progetto, la riduzione delle prescrizioni non necessarie ha permesso un risparmio di circa 60 mila euro all’anno per il Servizio sanitario nazionale nei primi casi analizzati. Il beneficio potrebbe aumentare ulteriormente grazie alla possibile diminuzione delle ri-ospedalizzazioni legate a problemi farmacologici.
Un elemento centrale dell’iniziativa è rappresentato anche dall’innovazione tecnologica. Dalla collaborazione tra i farmacologi clinici dell’Aoui Verona e l’Università di Verona è nato lo spin-off accademico Inspire, che ha sviluppato Pina, un software basato su algoritmi di intelligenza artificiale.
Lo strumento è stato progettato per supportare i professionisti sanitari nell’analisi delle prescrizioni e nell’individuazione delle situazioni in cui una terapia potrebbe essere rivista. L’obiettivo è fornire un aiuto aggiuntivo al medico nella valutazione dell’appropriatezza farmacologica.
Il valore del progetto è stato riconosciuto anche dal Ministero della Salute, che ha sostenuto l’estensione dell’iniziativa e la validazione scientifica del modello attraverso collaborazioni con altre realtà nazionali.
Parallelamente, l’Università di Verona ha promosso un percorso formativo specifico dedicato alla medication review e al deprescribing. Il corso ha già coinvolto circa 70 professionisti sanitari provenienti da diverse regioni italiane, contribuendo alla diffusione di competenze specialistiche nella gestione delle terapie negli anziani.
I risultati e le prospettive future del progetto sono stati al centro di un convegno nazionale organizzato a Verona il 24 e 25 giugno, durante il quale esperti e operatori sanitari hanno discusso nuove strategie per migliorare la gestione delle politerapie, sviluppare modelli organizzativi più efficienti e aumentare la sicurezza dei pazienti.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.