Una truffa con il metodo del finto poliziotto è stata scoperta dalla Polizia di Stato a Verona, dove due uomini sono stati arrestati con l’accusa di aver ingannato una donna e averle sottratto tutti i gioielli presenti nella sua abitazione. L’intervento è stato condotto dagli investigatori della Squadra Mobile scaligera nel quartiere di Borgo Trento.
I due arrestati sono due cittadini italiani trentenni originari del basso Lazio e residenti nel Casertano, ritenuti responsabili di una truffa messa a segno ai danni di una donna veronese. L’operazione è scattata poco dopo la consumazione del reato, consentendo agli agenti di bloccare i presunti autori e recuperare la refurtiva.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il raggiro sarebbe iniziato con una telefonata da parte di una persona che si è presentata falsamente come appartenente alle forze dell’ordine. Il truffatore avrebbe raccontato alla vittima una storia inventata riguardante un suo familiare anziano, che sarebbe stato coinvolto in un grave problema giudiziario.
Per rendere più credibile la messinscena, durante la conversazione sarebbe intervenuto anche un secondo complice, qualificandosi come magistrato. La presenza di due figure apparentemente istituzionali avrebbe aumentato la pressione sulla donna, inducendola a fidarsi della falsa ricostruzione e a seguire le indicazioni ricevute.
I malviventi avrebbero quindi convinto la vittima a raccogliere tutti i gioielli custoditi in casa, sostenendo che sarebbero serviti per un presunto controllo o confronto nell’ambito dell’indagine inesistente. La donna, preoccupata per il familiare coinvolto nella vicenda inventata, avrebbe consegnato i propri preziosi.
Un ulteriore elemento utilizzato dai truffatori sarebbe stato il controllo delle comunicazioni. I complici avrebbero mantenuto occupate contemporaneamente sia la linea telefonica fissa sia quella cellulare della vittima, impedendole di contattare altre persone, verificare quanto raccontato o chiedere aiuto.
Poco dopo, uno dei due uomini si sarebbe presentato direttamente nell’abitazione della donna, fingendosi un incaricato del tribunale, riuscendo così a farsi consegnare i monili. La refurtiva comprendeva diversi gioielli, tra cui anelli, collane e oggetti in oro e diamanti, per un valore economico di diverse migliaia di euro e con un importante significato affettivo per la proprietaria.
L’attività investigativa della Squadra Mobile ha permesso di individuare i responsabili subito dopo il colpo. Gli agenti hanno fermato prima la persona che avrebbe materialmente ritirato i gioielli e successivamente il complice che si trovava nelle vicinanze con il ruolo di controllo e supporto.
Durante l’intervento, i gioielli sottratti sono stati recuperati integralmente, poiché ancora nella disponibilità di uno degli arrestati. La refurtiva è stata poi riconsegnata alla vittima negli uffici della Questura di Verona, dopo il riconoscimento formale dell’autore della truffa.
I due uomini sono stati condotti presso la casa circondariale di Verona Montorio, dove sono rimasti a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e possibili collegamenti con altri episodi simili.
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