A Verona si registrano nuovi episodi di aggressioni da parte di cornacchie grigie, fenomeno già segnalato in altre città italiane come Roma e Pordenone. Gli attacchi si sono verificati in particolare nella zona verde del quartiere Catena, tra via Colombo e via Da Vico, dove alcuni passanti sono stati colpiti durante il transito in aree alberate e piste ciclabili.
Uno degli episodi più rilevanti ha coinvolto una donna, dipendente dell’ospedale di Borgo Trento, che ha riportato una lesione alla testa dopo l’attacco di un volatile mentre attraversava un’area verde per raggiungere la propria auto.
Secondo la testimonianza, il contesto meteorologico ha reso la situazione ancora più concitata, con un temporale improvviso e precipitazioni intense che hanno complicato il rientro. La ferita, fortunatamente non profonda, è stata medicata autonomamente, anche se il dolore è proseguito nei giorni successivi.
Nei giorni seguenti all’episodio principale, sarebbero stati segnalati altri casi simili nella stessa area, con almeno due ulteriori persone coinvolte in attacchi di cornacchie, confermando una possibile concentrazione del fenomeno in quel tratto urbano. La presenza ripetuta degli uccelli aggressivi ha destato preoccupazione tra i residenti e i frequentatori del parco.
A spiegare quanto accaduto è l’ornitologo Maurizio Sighele, che inquadra il comportamento delle cornacchie all’interno di una fase precisa del ciclo riproduttivo. Il periodo attuale coincide infatti con la nascita e la crescita dei piccoli, una fase in cui gli adulti tendono a manifestare comportamenti difensivi più marcati nei confronti di possibili intrusi percepiti come minacce.
Durante questa fase, gli uccelli possono reagire in modo aggressivo non solo verso altri animali, ma anche nei confronti dell’uomo, soprattutto se si avvicina inconsapevolmente ai nidi o alle aree di nidificazione. Il comportamento non è quindi casuale, ma legato a una strategia di protezione della prole.
Gli esperti sottolineano inoltre che il fenomeno non riguarda esclusivamente una singola specie, ma diverse tipologie di avifauna urbana, incluse cornacchie e gabbiani. La crescente adattabilità degli uccelli agli ambienti cittadini, infatti, ha portato molte specie a stabilirsi stabilmente nei contesti urbani, dove trovano cibo più facilmente disponibile e una minore presenza di predatori naturali.
Questo processo di “inurbamento” comporta però anche una maggiore probabilità di interazioni ravvicinate tra animali e persone, soprattutto nei periodi più delicati dell’anno. Secondo gli studiosi, si tratta di un fenomeno in espansione, legato alla capacità degli uccelli di modificare rapidamente comportamenti e abitudini per adattarsi alle condizioni ambientali.
Le autorità locali invitano alla prudenza nelle aree verdi segnalate, in particolare durante la stagione riproduttiva, quando il rischio di incontri ravvicinati con animali in difesa del nido può aumentare sensibilmente.
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