Saldi estivi: Federmoda frena sul rinvio delle date

Secondo l’associazione dei commercianti il vero problema non è il calendario degli sconti, ma la crisi dei centri storici e la concorrenza delle piattaforme online

saldi

Il dibattito sui saldi estivi torna al centro dell’attenzione, ma per Federmoda Confcommercio Veneto spostarne la data di avvio non sarebbe una soluzione efficace per rilanciare il commercio tradizionale. A intervenire è il presidente regionale Riccardo Capitanio, che commenta la petizione online che propone di rinviare l’inizio degli sconti stagionali.

La posizione dell’associazione è netta: il problema del commercio al dettaglio non si risolve modificando il calendario dei saldi, ma affrontando le cause strutturali che negli ultimi anni hanno ridotto la presenza di clienti nei negozi fisici e nei centri storici. Secondo Federmoda, infatti, la vera sfida riguarda il progressivo spostamento dei consumi verso il digitale e la perdita di attrattività delle aree commerciali urbane.

Capitanio riconosce le difficoltà degli operatori, ma invita a non concentrare l’attenzione su una misura considerata marginale. «Massimo rispetto per chi sostiene questa iniziativa», sottolinea, evidenziando però come la priorità sia riportare le persone nei negozi e nelle città, piuttosto che intervenire su singole regole temporali.

Uno dei punti centrali della critica riguarda la concorrenza tra commercio fisico e piattaforme online. Federmoda evidenzia come le grandi realtà digitali non siano soggette agli stessi vincoli normativi dei negozi tradizionali e possano proporre promozioni durante tutto l’anno. Questo, secondo l’associazione, crea uno squilibrio competitivo strutturale che penalizza le attività di prossimità.

Un altro elemento sottolineato riguarda la frammentazione normativa a livello regionale. La disciplina dei saldi, infatti, varia da territorio a territorio e può generare condizioni differenti anche tra regioni confinanti, rendendo meno efficace una proposta di intervento nazionale basata solo sullo spostamento delle date.

Secondo Federmoda, il rischio è che il dibattito sui saldi distolga l’attenzione da interventi più incisivi e strategici. Tra le priorità indicate vengono citati il miglioramento dell’accessibilità ai centri storici, la disponibilità di parcheggi, l’organizzazione di eventi e la valorizzazione dell’esperienza d’acquisto nei negozi fisici attraverso l’integrazione con strumenti digitali.

Particolare enfasi viene posta sulla necessità di rendere i centri urbani più attrattivi e frequentati, trasformandoli in spazi vivi e competitivi. In questa prospettiva, il rilancio del commercio di prossimità non può prescindere da una collaborazione tra commercianti, amministrazioni locali e istituzioni.

«Dobbiamo lavorare insieme per rendere i centri storici luoghi vivi e attrattivi», è il messaggio che sintetizza la posizione dell’associazione, che invita a un approccio coordinato tra politiche urbane e strategie commerciali.

La data ufficiale di avvio dei saldi estivi resta fissata a sabato 4 luglio, ma il confronto sul futuro del commercio al dettaglio appare destinato a proseguire. Federmoda, pur dichiarandosi disponibile al dialogo, ribadisce che una modifica delle scadenze non può essere considerata la soluzione ai problemi strutturali del settore.

Il tema centrale, secondo l’associazione, resta quindi la capacità dei negozi e delle città di adattarsi ai nuovi modelli di consumo, sempre più influenzati dall’e-commerce e dalle trasformazioni delle abitudini di acquisto.

Redazione

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