Tartufo risorsa per il Baldo: siglato l’accordo nazionale per la tutela dei boschi

Intesa tra Anct e Pefc a Roma per valorizzare le aree tartufigene. Ferrara di Monte Baldo tra i Comuni coinvolti nel progetto di gestione sostenibile

tartufo

Il tartufo come risorsa ambientale, economica e culturale diventa il fulcro di un nuovo accordo nazionale che coinvolge anche il territorio del Monte Baldo. A Roma è stato infatti siglato un protocollo d’intesa tra l’Associazione nazionale Città del tartufo (Anct) e il Pefc, organismo internazionale per la certificazione forestale, con l’obiettivo di promuovere una gestione sostenibile dei boschi e delle aree tartufigene.

L’intesa, sostenuta anche dal Ministero dell’Ambiente, riconosce il valore del tartufo non solo come eccellenza gastronomica, ma anche come indicatore della salute degli ecosistemi forestali. La presenza del prezioso fungo ipogeo viene infatti interpretata come segnale di equilibrio ambientale, biodiversità e qualità del sottobosco, elementi sempre più minacciati dai cambiamenti climatici e dall’abbandono delle aree rurali.

Tra i Comuni coinvolti figura anche Ferrara di Monte Baldo, che rafforza così il proprio legame con il progetto nazionale dopo essere stato il primo Comune veneto ad aderire all’Anct. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del territorio, che negli ultimi anni ha già visto il riconoscimento del bosco del Cor come “Forest Bathing Center”, area dedicata alle attività di forest therapy e al benessere legato all’ambiente naturale.

Secondo quanto previsto dal protocollo, i Comuni aderenti potranno collaborare direttamente con il Pefc attraverso percorsi tecnici e progettuali finalizzati alla gestione sostenibile delle foreste, secondo standard europei. L’obiettivo è quello di tutelare gli ecosistemi tartufigeni e garantire una corretta conservazione delle aree boschive, favorendo allo stesso tempo nuove opportunità di sviluppo locale.

Il sindaco di Ferrara di Monte Baldo, Carla Giacomazzi, ha sottolineato come questa intesa rappresenti la conferma di una visione già avviata dall’amministrazione. L’adesione all’Anct, ha spiegato, nasce dalla volontà di valorizzare una risorsa che unisce identità territoriale, turismo e tutela ambientale, riconoscendo nel tartufo un elemento strettamente legato alla qualità del patrimonio forestale locale.

Per l’amministrazione comunale, il nuovo accordo rafforza l’idea che la valorizzazione del patrimonio gastronomico possa tradursi in uno strumento concreto di sviluppo sostenibile, capace di coniugare economia e salvaguardia ambientale. La presenza del tartufo viene quindi letta come una conferma della buona salute degli ecosistemi del Baldo e come incentivo a proseguire nella loro tutela.

Sulla stessa linea il presidente dell’Anct, Michele Boscagli, che evidenzia come il protocollo possa contribuire a rafforzare la gestione delle aree tartufigene, sempre più minacciate sia dal cambiamento climatico sia dalla riduzione della manutenzione dei boschi. Il rischio, secondo l’associazione, è una progressiva diminuzione della produzione naturale di tartufo, con conseguenze economiche e ambientali rilevanti.

Il presidente del Pefc, Marco Bussone, ha infine sottolineato l’importanza del ruolo dei Comuni nella valorizzazione dei prodotti del sottobosco e nella promozione di una fruizione consapevole delle aree forestali, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla tutela degli ecosistemi.

L’accordo si inserisce dunque in una strategia più ampia che mira a trasformare il patrimonio forestale italiano in una risorsa integrata, capace di unire tutela ambientale, turismo e sviluppo locale.

Redazione

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