Un confronto diretto con le realtà produttive della montagna veronese ha riportato al centro dell’agenda politica le criticità dell’area della Lessinia, territorio strategico per l’agricoltura e la zootecnia del Veneto. Nei giorni scorsi l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, insieme ai vertici di Coldiretti Verona, ha incontrato allevatori e imprenditori locali per un’analisi sullo stato del comparto.
La visita ha permesso di affrontare temi considerati urgenti dagli operatori del settore, con l’obiettivo di individuare interventi concreti a sostegno delle aziende agricole di montagna.
Fauna selvatica, burocrazia e costi di produzione
Tra i principali nodi emersi durante il confronto spiccano la gestione della fauna selvatica e la presenza del lupo, indicata dagli allevatori come una delle criticità più rilevanti per la sicurezza degli allevamenti.
A questo si aggiungono le difficoltà legate all’applicazione della direttiva nitrati, percepita come particolarmente penalizzante per le aziende montane, e il peso crescente della burocrazia, considerata un ostacolo alla competitività del settore.
Altro tema centrale è il prezzo del latte alla stalla, giudicato insufficiente a garantire una redditività adeguata agli allevatori, soprattutto in un contesto caratterizzato da costi di produzione più elevati rispetto alla pianura.
Le visite alle aziende agricole di Bosco Chiesanuova
La delegazione ha fatto tappa a Bosco Chiesanuova, visitando due realtà simbolo della zootecnia locale: l’Azienda Agricola Pezzo Cesare, specializzata nell’allevamento di vacche da latte e nella produzione biologica di patate, e l’Azienda Agricola Vinco Marco, attiva nel comparto lattiero-caseario con l’impiego di tecnologie avanzate.
Le visite hanno evidenziato il ruolo centrale delle imprese agricole di montagna non solo nella produzione alimentare, ma anche nella manutenzione del territorio e nella tutela del paesaggio.
Secondo Coldiretti Verona, infatti, senza l’attività degli allevatori il territorio rischierebbe un progressivo abbandono e una rapida trasformazione naturale con la perdita dei prati storici.
Coldiretti Verona e il ruolo delle aziende di montagna
Il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini, ha sottolineato la necessità di un’attenzione concreta verso la Lessinia, evidenziando come le aziende agricole svolgano una funzione che va oltre la semplice attività economica.
Le imprese zootecniche sono definite come presidi attivi del territorio, fondamentali per mantenere l’equilibrio ambientale e preservare il paesaggio rurale. In questa prospettiva, la richiesta principale riguarda un sostegno strutturale capace di garantire continuità produttiva e sostenibilità economica.
Anche il direttore di Coldiretti Verona, Massimo Albano, ha ribadito la necessità di interventi mirati, soprattutto sul fronte delle infrastrutture e dell’accessibilità, oltre a una revisione dell’applicazione normativa in contesti montani.
La posizione della Regione Veneto
L’assessore Dario Bond ha riconosciuto il valore strategico dell’agricoltura di montagna, sottolineando come la Lessinia rappresenti un patrimonio economico e produttivo di grande rilievo per il Veneto.
Nel suo intervento ha evidenziato la necessità di sostenere il ricambio generazionale e di favorire la creazione di filiere integrate capaci di valorizzare le produzioni locali, dalle eccellenze lattiero-casearie alle coltivazioni tipiche del territorio.
Bond ha inoltre ricordato come l’attività agricola in montagna comporti costi superiori legati alla conformazione del territorio, indicando la necessità di strumenti di supporto oltre a quelli già previsti dal Complemento di Sviluppo Rurale.
Gestione del lupo e nuove misure di sostegno
Uno dei punti più discussi riguarda la gestione del lupo e delle predazioni sul bestiame. La Regione Veneto ha annunciato l’intenzione di destinare risorse specifiche per il monitoraggio degli esemplari e per il supporto alle polizie provinciali.
Tra le misure previste rientra anche il sostegno economico agli allevatori per il mantenimento dei cani da guardiania, considerati uno degli strumenti più efficaci ma anche più costosi per la protezione degli allevamenti.
L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la convivenza tra attività agricola e fauna selvatica attraverso interventi mirati e una gestione più puntuale delle criticità territoriali.
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