La filovia di Verona entra in una nuova fase. Sono arrivati in città i primi due mezzi destinati al nuovo sistema di trasporto rapido di massa, segnando un passaggio importante dopo anni di discussioni, progettazioni e lavori infrastrutturali. L’arrivo dei veicoli apre infatti il periodo dedicato alle prove tecniche e ai collaudi necessari prima dell’entrata in funzione del servizio.
Il primo mezzo filoviario è stato consegnato nelle scorse ore, mentre un secondo veicolo è arrivato in occasione della presentazione ufficiale del progetto. Il programma prevede che entro la fine di giugno vengano consegnati altri quattro mezzi, portando così a sei il numero complessivo delle filovie disponibili per le verifiche sull’intero sistema.
La fase che si apre ora sarà fondamentale per controllare il corretto funzionamento sia dei mezzi sia delle infrastrutture realizzate lungo il percorso.
Prove tecniche per verificare tutta la rete
Con l’arrivo dei veicoli si passa dalla fase dei lavori a quella dei test operativi. I collaudi interesseranno non soltanto le filovie, ma anche tutti gli elementi collegati al progetto: impianti di alimentazione elettrica, tecnologie di gestione e infrastrutture presenti lungo il tracciato.
Il presidente di Amt3, Giuseppe Mazza, ha sottolineato come la consegna dei mezzi rappresenti un momento significativo ma non conclusivo. L’obiettivo ora è completare tutte le verifiche necessarie per arrivare alla messa in esercizio del sistema.
Tra gli interventi già completati vengono citati il sottopasso di Città di Nimes e i lavori effettuati in via XX Settembre. Parallelamente prosegue la preparazione del personale: sei autisti di Atv stanno completando il percorso formativo specifico per poter guidare le filovie. L’esame finale è previsto per il 18 giugno, dopo il quale potranno iniziare le prove ufficiali alla guida dei nuovi mezzi.
Secondo le previsioni, i collaudi dovrebbero proseguire durante tutta l’estate, con l’obiettivo di arrivare all’avvio del servizio entro l’autunno. L’ipotesi indicata da Amt3 è comunque quella di riuscire a completare il percorso entro la fine dell’anno, cercando eventualmente di anticipare i tempi.
Ferrari: “Verona deve recuperare un ritardo sulle infrastrutture”
L’arrivo delle filovie è stato accompagnato anche da una riflessione sullo sviluppo della mobilità cittadina. L’assessore alla Mobilità e alle opere complesse Tommaso Ferrari ha evidenziato come Verona abbia accumulato negli anni un ritardo rispetto ad altre città.
Secondo Ferrari, realtà vicine come Padova hanno già sviluppato sistemi di trasporto pubblico avanzati, mentre Verona solo ora vede concretizzarsi il progetto filoviario. L’obiettivo dichiarato è colmare il divario infrastrutturale e aumentare le alternative di mobilità per cittadini e pendolari.
L’assessore ha inoltre ricordato che il futuro della mobilità veronese non dipenderà soltanto dalla filovia. Tra i progetti indicati figurano il possibile prolungamento della linea verso il Quadrante Europa, già candidato a finanziamenti ministeriali, il rafforzamento della rete ciclabile e la progettazione della Gronda.
Un percorso che comporterà anche cambiamenti nelle abitudini quotidiane e nella viabilità cittadina. Secondo Ferrari, eventuali modifiche e disagi dovranno essere gestiti senza interrompere il processo di trasformazione.
Un progetto atteso da oltre vent’anni
L’arrivo dei primi mezzi rappresenta un passaggio simbolico per una città che attendeva da tempo la realizzazione della filovia. Il direttore generale di Amt3, Mario Pollicelli, ha definito il momento come un risultato importante dopo un lungo lavoro tecnico e organizzativo.
La consegna delle prime filovie rappresenta il passaggio concreto verso un nuovo sistema di trasporto pubblico per Verona, dopo un percorso caratterizzato da rallentamenti, revisioni progettuali e numerose discussioni.
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