Omicidio stradale a Castagnaro: condannato 63enne per incidente con ambulanza

Un anno e otto mesi per guida imprudente, sospesa la pena con la condizionale

Tribunale di Verona

Un anno e otto mesi di reclusione sospesa: questa la pena inflitta a un uomo di 63 anni, residente a Villa Bartolomea, riconosciuto colpevole di omicidio stradale colposo. Il tragico episodio risale al 17 luglio 2024, lungo la Transpolesana, quando l’uomo non si accorse di un’ambulanza in sosta sulla corsia di sorpasso, impegnata a soccorrere i feriti di un altro incidente.

Il violento tamponamento coinvolse l’ambulanza e i suoi tre operatori, tutti rimasti feriti. Il più grave tra loro, Marco Ponzilacqua, autista di 57 anni originario di Badia Polesine (Rovigo), trascorse due mesi in terapia intensiva prima di spirare il 9 settembre 2024.

Il procedimento giudiziario

Il caso è stato seguito dal Tribunale di Verona, con i genitori della vittima e uno dei soccorritori feriti come parti civili. Il giudice ha stabilito la responsabilità del 63enne, riconoscendo il reato di omicidio stradale colposo e condannandolo a 1 anno e 8 mesi di carcere, pena però sospesa con beneficio della condizionale.

La sentenza riflette la gravità dell’episodio e la responsabilità del guidatore nell’omissione di prudenza, sottolineando l’importanza di rispettare sempre le norme del codice della strada, in particolare in presenza di mezzi di soccorso.

Le conseguenze dell’incidente

L’impatto dell’incidente è stato significativo:

  • Tre operatori del 118 feriti, uno dei quali deceduto
  • L’ambulanza distrutta e fuori servizio per le operazioni di soccorso
  • L’attenzione dei cittadini e delle autorità su sicurezza stradale e corretto comportamento alla guida

Questo caso riapre il dibattito sulla sicurezza dei mezzi di soccorso e sull’importanza di adottare sempre la massima prudenza, specialmente in situazioni di emergenza.

La condanna e la pena sospesa

La pena di 1 anno e 8 mesi rispecchia la normativa vigente per l’omicidio stradale colposo con circostanze aggravanti, ma la sospensione indica che il giudice ha valutato anche la possibile buona condotta del condannato. La condizionale permetterà al 63enne di evitare il carcere, a condizione di rispettare le prescrizioni stabilite dal tribunale.

Redazione

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