Una nuova truffa digitale sta prendendo di mira gli automobilisti del Basso Veronese. Negli ultimi giorni numerosi cittadini hanno ricevuto sms che segnalano presunte infrazioni stradali e invitano a consultare dettagli o effettuare pagamenti tramite link apparentemente riconducibili a servizi ufficiali della Pubblica amministrazione.
A lanciare l’allarme è la Polizia locale Adige Guà, che ha sede a Pressana e svolge attività nei Comuni di Minerbe, Bonavigo, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Roveredo di Guà, Pressana e Veronella. Gli uffici hanno registrato un forte aumento di telefonate e richieste di chiarimento da parte di cittadini preoccupati dopo aver ricevuto i messaggi sospetti.
Come funziona la truffa
Il meccanismo utilizzato dai truffatori è semplice ma particolarmente efficace. Sul telefono arriva un sms che sembra provenire da un ente pubblico o da un servizio collegato alle notifiche digitali. Nel testo viene comunicata la presenza di una presunta multa associata alla targa del veicolo e viene richiesto di verificare i dettagli attraverso un collegamento internet.
Il link, però, non conduce a un portale istituzionale, ma a un sito fraudolento creato per imitare piattaforme ufficiali come Send o PagoPa. Una volta aperta la pagina, agli utenti possono essere richiesti dati personali, informazioni bancarie, numeri di carta di credito o altre credenziali sensibili.
L’obiettivo è ottenere informazioni da utilizzare per sottrarre denaro o compromettere l’identità digitale delle vittime.
Decine di segnalazioni ai vigili
Secondo il comandante della Polizia locale Adige Guà, Roberto Muraro, il fenomeno ha assunto dimensioni rilevanti nel giro di pochi giorni.
Molti cittadini si sono rivolti direttamente al comando per verificare l’autenticità dei messaggi ricevuti, mentre altri hanno contattato telefonicamente gli uffici per avere conferma dell’esistenza delle presunte sanzioni.
Il riferimento a una multa stradale viene utilizzato per creare urgenza e preoccupazione, spingendo gli utenti ad agire rapidamente senza effettuare le necessarie verifiche. Si tratta di una tecnica tipica del phishing, adattata questa volta al settore delle notifiche amministrative.
L’uso improprio del nome Send e PagoPa
A rendere più credibile l’inganno è il richiamo a strumenti realmente utilizzati dalla Pubblica amministrazione. I truffatori sfruttano infatti il nome di Send, il Servizio notifiche digitali integrato con PagoPa, inserendo nei messaggi riferimenti che possono sembrare autentici.
In diversi casi sono stati segnalati indirizzi web che richiamano la dicitura “notifiche digitali”, ma accompagnata da domini e denominazioni non ufficiali.
La Polizia locale ricorda che il dominio autentico del servizio è esclusivamente “notifichedigitali.it”. Qualsiasi altro indirizzo deve essere considerato sospetto e verificato con attenzione.
I consigli per evitare il raggiro
Gli agenti invitano i cittadini a prestare la massima attenzione e a non lasciarsi condizionare dal tono urgente dei messaggi ricevuti.
In particolare è importante:
- non cliccare sui link presenti negli sms sospetti;
- non inserire dati personali o bancari;
- non comunicare password, codici fiscali o numeri di carta;
- non effettuare pagamenti richiesti tramite collegamenti ricevuti via sms;
- verificare sempre le comunicazioni attraverso canali ufficiali.
Le notifiche digitali ufficiali non vengono recapitate tramite semplici sms o email che chiedono di inserire dati personali. In caso di dubbi è consigliabile contattare direttamente il comando di Polizia locale o l’ente indicato utilizzando recapiti ufficiali.
Un fenomeno diffuso a livello nazionale
L’episodio segnalato nel Veronese si inserisce in un contesto più ampio che negli ultimi mesi ha interessato diverse aree del Paese. Falsi avvisi di pagamento, presunte sanzioni amministrative e comunicazioni che imitano PagoPa rappresentano una delle modalità più utilizzate dai cybercriminali per tentare di ottenere informazioni sensibili.
Dietro l’apparente formalità di queste comunicazioni non si nasconde alcuna multa reale, ma un tentativo di truffa costruito per sfruttare la paura di dover pagare una sanzione. Per questo motivo le autorità raccomandano prudenza e verifiche preventive prima di compiere qualsiasi operazione online
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