Si accende il dibattito attorno al progetto “Masterplan 2040 Marangona Innovazione”, il piano di sviluppo promosso dal Comune di Verona e dal Consorzio Zai che prevede la realizzazione di un grande polo logistico e tecnologico nella zona sud della città. A sollevare nuove contestazioni è il Comitato Verona Sud, che ha inviato una diffida formale al sindaco Damiano Tommasi e agli uffici tecnici comunali chiedendo chiarimenti sulla futura Strada di Gronda.
Secondo il Comitato, l’infrastruttura sarebbe stata classificata in modo non coerente con le sue reali caratteristiche, alimentando dubbi sulla procedura autorizzativa e sulle valutazioni ambientali necessarie.
La Strada di Gronda al centro della contestazione
L’opera prevista dal Masterplan rappresenta uno degli interventi viabilistici più rilevanti dell’intero progetto.
La nuova arteria dovrebbe svilupparsi per circa 3,4 chilometri, con doppia carreggiata per ogni senso di marcia e spartitraffico centrale. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di migliorare i collegamenti tra il Quadrante Europa e l’autostrada A4, favorendo il transito dei mezzi pesanti legati alle attività logistiche dell’area.
Proprio per queste caratteristiche, il Comitato Verona Sud ritiene che la classificazione inserita nella documentazione progettuale non rispecchi la reale funzione dell’infrastruttura.
“Una strada di quartiere per il traffico pesante?”
Nelle carte del Masterplan, la Gronda viene indicata come “Strada Urbana di Quartiere Tipo E”, una definizione che ha suscitato perplessità tra i residenti.
Secondo il Comitato, infatti, il Codice della Strada attribuisce questa categoria a vie destinate principalmente alla distribuzione del traffico locale all’interno dei quartieri urbani.
Per i cittadini, una strada progettata per sostenere il passaggio di mezzi pesanti e collegare importanti nodi logistici avrebbe caratteristiche ben diverse da quelle di una normale strada di quartiere.
Da qui la richiesta di chiarimenti sulla classificazione adottata e sulle conseguenze che essa potrebbe avere sotto il profilo autorizzativo e ambientale.
Il timore di un “frazionamento” dell’opera
L’aspetto che preoccupa maggiormente il Comitato riguarda la possibile suddivisione della Gronda in più segmenti progettuali.
Nella documentazione analizzata dai residenti, l’infrastruttura risulterebbe rappresentata attraverso quattro tratti distinti, evidenziati con colorazioni differenti.
Secondo il Comitato Verona Sud, questa impostazione potrebbe configurare un frazionamento artificiale dell’opera, con il rischio di influire sulle procedure di verifica ambientale.
I residenti temono che la suddivisione della strada possa consentire di evitare la verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), prevista per determinate categorie di infrastrutture e dimensioni.
Il richiamo alla normativa ambientale
Nella diffida inviata al Comune, il Comitato richiama il principio di unitarietà previsto dalla normativa europea e dalla giurisprudenza amministrativa.
Secondo questa interpretazione, opere infrastrutturali che costituiscono un unico progetto dovrebbero essere valutate nel loro complesso e non attraverso singoli segmenti considerati separatamente.
L’obiettivo delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale è infatti quello di analizzare gli effetti complessivi di un intervento sul territorio, sulla qualità dell’aria, sul traffico e sugli ecosistemi coinvolti.
Per questo motivo i residenti chiedono che venga chiarita la natura della Gronda e che siano garantite tutte le verifiche previste dalla normativa.
Attesa per la risposta del Comune
La diffida apre ora un nuovo capitolo nel confronto sul futuro della Marangona, uno dei progetti urbanistici più discussi degli ultimi anni a Verona.
Il Comitato Verona Sud chiede trasparenza e approfondimenti tecnici, mentre dall’amministrazione comunale si attendono eventuali chiarimenti sulla classificazione della nuova infrastruttura e sulle procedure ambientali che accompagneranno l’iter del progetto.
Il dibattito resta aperto e coinvolge temi centrali come sviluppo economico, sostenibilità ambientale e impatto della logistica sul territorio di Verona Sud.
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