Sclerosi multipla, Verona guida uno studio innovativo sulla fatica cognitiva

L’Aoui ottiene un finanziamento ministeriale da 450mila euro per un progetto che analizzerà l’impatto della fatica sulle funzioni cognitive dei pazienti affetti da sclerosi multipla

Ospedale di Borgo Trento

La fatica rappresenta uno dei sintomi più frequenti e invalidanti per le persone che convivono con la sclerosi multipla, ma il suo ruolo nelle valutazioni cognitive è stato finora poco approfondito. Per colmare questa lacuna, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona ha ottenuto un importante finanziamento ministeriale destinato a un progetto di ricerca che punta a comprendere meglio il legame tra affaticamento e capacità cognitive.

Il progetto, realizzato in collaborazione con l’IRCCS San Camillo di Venezia e l’Università di Padova, si è aggiudicato un bando di Ricerca Finalizzata Under 40 del Ministero della Salute, ottenendo un contributo di 450mila euro. L’iniziativa è stata presentata in occasione della Giornata mondiale della sclerosi multipla e apre nuove prospettive nella valutazione e nel monitoraggio della malattia.

Una malattia che colpisce migliaia di persone

La sclerosi multipla è una patologia autoimmune e neurodegenerativa che interessa il sistema nervoso centrale. La malattia provoca un danno alla mielina, la struttura che riveste le fibre nervose, compromettendo la corretta trasmissione degli impulsi elettrici.

In Italia sono oltre 135mila le persone che convivono con questa patologia, mentre in Veneto la prevalenza supera i 180 casi ogni 100mila abitanti. La malattia colpisce prevalentemente giovani adulti tra i 20 e i 35 anni, con una maggiore incidenza nelle donne.

La fatica come elemento centrale dello studio

L’obiettivo della ricerca è valutare in modo più preciso l’influenza della fatica sulle prestazioni cognitive dei pazienti. Tradizionalmente, infatti, l’affaticamento è stato considerato un elemento secondario nelle valutazioni neuropsicologiche, mentre il nuovo progetto intende riconoscerlo come una dimensione clinica autonoma e misurabile.

I partecipanti saranno sottoposti a una serie di test sia in presenza sia attraverso strumenti di telemedicina. Una delle principali innovazioni riguarda l’utilizzo del touchpad per raccogliere dati oggettivi sulla fatica, analizzando movimenti fini e parametri di biometria comportamentale.

La nuova batteria di valutazione integrerà i livelli di fatica percepita direttamente nei parametri di riferimento utilizzati dagli specialisti, consentendo una lettura più realistica delle capacità cognitive dei pazienti e della loro evoluzione nel tempo.

Il ruolo del Centro regionale di Borgo Roma

Lo studio verrà sviluppato presso il Centro Regionale per la Sclerosi Multipla dell’ospedale di Borgo Roma, struttura di riferimento per la diagnosi, la cura e la ricerca sulla patologia.

Il Centro segue circa 2mila pazienti e registra ogni anno circa 200 nuovi ingressi. Gli utenti provengono non solo dalla provincia di Verona, ma anche dal resto del Veneto e da altre regioni italiane.

L’attività di ricerca coinvolge neurologi, neuropsicologi e ricercatori impegnati nell’integrazione tra assistenza clinica e innovazione scientifica. Il coordinamento del progetto è affidato alla professoressa Cristina Scarpazza, mentre per Verona il referente scientifico è il dottor Stefano Ziccardi.

Tecnologie innovative per il monitoraggio dei pazienti

L’attenzione alle nuove tecnologie rappresenta uno dei punti di forza del Centro veronese. Tra i progetti più avanzati figura MindGame, una piattaforma digitale che utilizza un videogame interattivo per monitorare le funzioni cognitive direttamente da smartphone.

Attraverso attività ludiche, il sistema raccoglie informazioni utili ai medici per il follow-up clinico e potrà in futuro essere impiegato anche per programmi di riabilitazione cognitiva a distanza.

A queste soluzioni si aggiungono solette sensorizzate per il controllo remoto della deambulazione, sistemi di intelligenza artificiale applicati alle immagini di risonanza magnetica e una biobanca dedicata alla medicina personalizzata, strumenti che contribuiscono a rendere Verona uno dei centri più avanzati nella ricerca sulla sclerosi multipla.

Secondo il professor Massimiliano Calabrese, direttore del Centro regionale, il progetto rappresenta un cambiamento significativo nell’approccio alla malattia. La possibilità di misurare concretamente il peso della fatica consentirà infatti di ottenere valutazioni più accurate e maggiormente aderenti all’esperienza quotidiana dei pazienti.

Redazione

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