Nel corso del 2025 quasi 24mila cittadini della provincia di Verona si sono rivolti ai Centri per l’impiego per ricevere supporto nella ricerca di un lavoro o per intraprendere percorsi di orientamento e riqualificazione professionale. I dati emergono dal monitoraggio realizzato dall’Osservatorio regionale del Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro, che analizza l’andamento della disoccupazione e dei servizi per l’occupazione nel triennio 2023-2025.
A livello regionale sono stati registrati 132.272 ingressi nei Centri per l’impiego, con una media di circa 11mila persone ogni mese. Nel Veronese sono stati sottoscritti complessivamente 23.995 patti di servizio, confermando l’importanza della rete territoriale nell’accompagnamento verso il reinserimento lavorativo.
L’ufficio di Verona città si conferma il più attivo della provincia con oltre 8mila pratiche gestite, seguito dalle sedi di Affi, Villafranca, San Bonifacio, Legnago e Bovolone. I numeri evidenziano una domanda diffusa di assistenza occupazionale che coinvolge l’intero territorio provinciale.
L’identikit di chi cerca lavoro
L’analisi di Veneto Lavoro offre una fotografia dettagliata delle persone che si rivolgono ai servizi pubblici per l’impiego. Le donne rappresentano il 58% degli utenti, mentre la componente straniera raggiunge circa un quarto del totale e mostra una crescita costante.
La fascia di età più rappresentata è quella compresa tra i 30 e i 54 anni, che raccoglie quasi la metà delle richieste. I giovani sotto i 30 anni costituiscono invece il 33% degli utenti.
Sul piano dell’istruzione, il 44% possiede un diploma di scuola superiore, il 36% ha conseguito la licenza media e il 20% è laureato. Per la maggior parte delle persone la condizione di disoccupazione deriva dalla conclusione di un rapporto di lavoro dipendente, in particolare contratti a termine, licenziamenti o attività stagionali.
Percorsi personalizzati grazie al programma Gol
Un cambiamento significativo è stato introdotto dal programma nazionale Gol, attivo dal 2022, che ha trasformato il funzionamento dei Centri per l’impiego. Oggi l’accesso ai servizi prevede una valutazione approfondita delle competenze e delle possibilità di reinserimento professionale.
Ogni utente viene inserito in uno specifico percorso in base alle proprie esigenze e al grado di distanza dal mercato del lavoro. A Verona il tasso di profilazione ha superato l’80%, segnalando un elevato livello di personalizzazione degli interventi.
Gli esperti hanno individuato cinque principali categorie di utenti, che spaziano da chi riesce a trovare rapidamente una nuova occupazione fino alle persone che affrontano situazioni di particolare fragilità sociale e lavorativa.
Tra questi figurano i lavoratori altamente occupabili, spesso impiegati in settori come turismo e scuola, le persone in fase di transizione professionale, i lavoratori precari alla ricerca di maggiore stabilità, coloro che rischiano l’esclusione dal mercato per carenze formative o linguistiche e, infine, gli utenti più fragili, spesso over 54 con percorsi lavorativi discontinui.
Cresce il ruolo della formazione
Uno degli aspetti più significativi emersi dal report riguarda l’aumento della partecipazione ai percorsi formativi. Nel 2025 quasi un utente su tre ha aderito ad attività di aggiornamento professionale.
Le competenze digitali risultano tra le più richieste, insieme ai corsi dedicati all’organizzazione d’ufficio, alla segreteria, alla logistica e alla gestione dei magazzini.
La Regione Veneto ha inoltre rafforzato le politiche attive del lavoro attraverso il Bonus Politiche Attive, un incentivo economico compreso tra 300 e 700 euro destinato a chi frequenta con continuità i programmi di formazione.
Risultati incoraggianti per il reinserimento lavorativo
I dati evidenziano risultati positivi sul fronte occupazionale. A distanza di un anno dall’avvio dei percorsi, l’88% delle persone considerate più vicine al mercato del lavoro ha trovato un’occupazione.
Anche per gli utenti che necessitano di un supporto più strutturato i risultati restano significativi, con una percentuale di inserimento lavorativo pari al 64%.
L’obiettivo futuro è rendere la formazione una componente sempre più centrale nei percorsi professionali, rafforzando la collaborazione tra servizi pubblici, agenzie private e imprese del territorio per costruire opportunità occupazionali sempre più aderenti alle esigenze del mercato.
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