Il fenomeno del gioco d’azzardo continua a registrare numeri elevati a Verona. I dati contenuti nella Relazione sul settore dei giochi pubblici 2025, elaborata dalla Fondazione Isscon e presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, evidenziano una crescita della raccolta nel Comune, dove nel corso dell’anno sono stati giocati complessivamente 534,7 milioni di euro.
La cifra risulta superiore a quella registrata nel 2024, quando il volume complessivo del gioco si era attestato a 531,8 milioni di euro. L’aumento conferma una tendenza che continua a interessare il territorio veronese, con valori che restano tra i più significativi a livello locale e provinciale.
Analizzando la distribuzione delle giocate, emerge come il gioco fisico mantenga ancora un ruolo predominante. Dei 534,7 milioni di euro complessivi, 286,3 milioni provengono da slot machine, sale giochi e ricevitorie, rappresentando il 53,5% del totale. Il comparto digitale continua però a guadagnare terreno, con 248,4 milioni di euro raccolti attraverso piattaforme online.
Se si amplia lo sguardo all’intera provincia, le dimensioni del fenomeno risultano ancora più rilevanti. Nel 2025 il volume complessivo delle giocate ha raggiunto circa 1,95 miliardi di euro, con una sostanziale parità tra il canale tradizionale e quello digitale. Il gioco fisico ha infatti generato 980,4 milioni di euro, mentre quello online ha totalizzato 969,6 milioni.
Uno degli aspetti che caratterizza il territorio veronese riguarda proprio la maggiore incidenza del gioco in presenza rispetto alla media nazionale. In Italia, infatti, il comparto online rappresenta ormai oltre il 61% delle giocate complessive. A Verona, invece, il gioco fisico continua a superare la soglia del 50%, anche se la distanza tra le due modalità si sta progressivamente riducendo.
I dati hanno suscitato preoccupazione tra gli amministratori locali. L’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi ha definito i numeri emersi dalla relazione come “gravemente impressionanti”, richiamando l’attenzione sulle possibili conseguenze sociali e sanitarie legate alla diffusione del gioco d’azzardo.
Secondo l’assessora, oltre ai rischi connessi alle dipendenze, resta elevata la preoccupazione per il fenomeno del gioco illegale e per l’accesso ai giochi da parte dei minori. Zivelonghi ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e di supporto alle persone coinvolte in situazioni problematiche.
Anche sul fronte economico emergono elementi di criticità. L’assessore al Bilancio Michele Bertucco ha sottolineato come il volume complessivo delle giocate equivalga a circa una volta e mezza la spesa corrente del bilancio comunale, evidenziando l’impatto che il fenomeno può avere sulle famiglie e sul tessuto sociale.
Tra le principali conseguenze segnalate vi è il crescente problema del sovraindebitamento. Le difficoltà economiche derivanti da comportamenti di gioco problematici possono infatti portare a situazioni di forte vulnerabilità finanziaria, con un conseguente aumento delle richieste di assistenza ai servizi sociali.
In questo contesto opera lo Sportello Antiusura del Comune di Verona, attivo tra Palazzo Barbieri e la sede di Federconsumatori. La struttura ha già effettuato 13 primi colloqui con cittadini che hanno manifestato difficoltà economiche e 7 incontri di approfondimento, mentre alcuni casi risultano ancora in fase di valutazione. Dalla fine del 2024 l’attività dello sportello è stata intensificata proprio per affrontare le problematiche connesse al sovraindebitamento, spesso considerato uno dei principali fattori di rischio per situazioni di usura.
Il quadro nazionale conferma la portata del fenomeno. Secondo il IV Rapporto annuale sul sovraindebitamento 2025, oltre 7 milioni di italiani vivono condizioni di forte indebitamento, mentre circa un milione di persone si trova in una situazione di difficoltà economica cronica.
Nel frattempo prosegue il confronto sul futuro assetto normativo del settore. Governo, Regioni e Comuni stanno discutendo possibili interventi di riordino della disciplina, mentre gli enti locali chiedono di mantenere strumenti di contenimento come il distanziometro e le limitazioni orarie, considerati importanti per contrastare la diffusione del gioco patologico.
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