San Bonifacio, dimessa a 107 anni dopo un delicato ricovero: la storia di Ermida Zenaro

L’ospedale Fracastoro celebra la guarigione della paziente più longeva: “La sanità moderna cura la persona nella sua complessità”

Ospedale Fracastoro

Prima della foto con medici e infermieri ha chiesto di “potersi sistemare i capelli”. Un dettaglio che racconta perfettamente la lucidità, la forza d’animo e lo spirito della signora Ermida Zenaro, dimessa dall’Ospedale “Fracastoro” di San Bonifacio all’età di 107 anni dopo aver superato un delicato quadro di insufficienza renale acuta.

Una storia che intreccia longevità, resilienza e qualità della sanità pubblica, diventando simbolo dell’importanza della medicina geriatrica moderna e dell’assistenza personalizzata.

La paziente più longeva del Fracastoro di San Bonifacio

Ermida Zenaro, nata il 13 marzo 1919 a Costalunga, nel comune di Monteforte d’Alpone, vive ancora oggi nella località dove è cresciuta.

Unica femmina di cinque fratelli, la sua vita è stata segnata da lavoro, sacrifici e momenti difficili, attraversando il periodo della guerra e affrontando anche la perdita prematura di due figli e la vedovanza nel 2001.

Nonostante questo, la signora Ermida ha sempre mantenuto una straordinaria lucidità mentale e una grande vitalità.

Secondo lei il segreto della sua longevità è stato non fermarsi mai e mantenersi sempre attiva.

Ricovero delicato per insufficienza renale acuta

Il recente ricovero nel reparto di Geriatria dell’ospedale Fracastoro ha rappresentato una sfida clinica particolarmente complessa.

La paziente è arrivata in reparto con:

  • insufficienza renale acuta;
  • grave disidratazione;
  • cardiopatia;
  • pregressa frattura del femore;
  • insufficienza renale cronica.

Un quadro sanitario tipico della grande anzianità e della fragilità geriatrica.

L’équipe medica guidata dalla dottoressa Giorgia Cecchini, direttrice della Geriatria di San Bonifacio, ha impostato un trattamento altamente personalizzato.

Un approccio “sartoriale” per salvare una paziente di 107 anni

I medici hanno lavorato su un delicatissimo equilibrio terapeutico, calibrando con precisione la reidratazione endovenosa per migliorare la funzionalità renale senza sovraccaricare il sistema cardiocircolatorio della paziente.

Il trattamento ha portato a un progressivo miglioramento dei parametri renali fino alla completa stabilizzazione clinica.

“Trattare un paziente di 107 anni richiede non solo competenze specialistiche avanzate, ma una visione d’insieme che metta al centro la persona” ha spiegato la dottoressa Cecchini.

La signora Ermida rappresenta il modello del paziente complesso del terzo millennio, caratterizzato dalla presenza contemporanea di più patologie croniche e da una fragilità elevata.

ULSS 9: “La longevità è una nuova sfida per la sanità”

Il direttore generale dell’ULSS 9 Scaligera, Pietro Girardi, ha sottolineato come casi come quello di Ermida Zenaro dimostrino l’evoluzione della medicina moderna.

“Oggi non ci limitiamo più a curare le malattie, ma ci prendiamo cura della complessità della persona nella sua interezza” ha dichiarato Girardi.

Secondo il direttore generale, il progressivo aumento dell’aspettativa di vita impone alla sanità pubblica di sviluppare modelli assistenziali sempre più personalizzati e multidisciplinari.

Medicina geriatrica e qualità della vita

La vicenda della signora Ermida mette in evidenza il ruolo sempre più centrale della geriatria nella gestione della popolazione anziana.

La medicina geriatrica moderna punta infatti a:

  • trattare più patologie contemporaneamente;
  • preservare l’autonomia della persona;
  • garantire qualità della vita;
  • ridurre complicanze e fragilità.

Il caso clinico affrontato al Fracastoro dimostra come una sanità territoriale specializzata possa fare la differenza anche nelle situazioni più complesse.

Una storia di resilienza e speranza

Alla dimissione, la signora Ermida si è mostrata sorridente e lucida, diventando simbolo di una longevità vissuta con dignità e forza interiore.

Una storia che il personale sanitario dell’ospedale di San Bonifacio ha voluto condividere come esempio positivo di umanità, professionalità e attenzione alla persona.

Redazione

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