Prosegue davanti al tribunale il processo nei confronti di una coppia accusata di gravi maltrattamenti ai danni della figlia più piccola, una neonata che, secondo l’accusa, sarebbe stata vittima di violenze fisiche, trascuratezza e condizioni di forte degrado familiare sin dai primi mesi di vita.
Nel corso dell’ultima udienza, davanti al giudice Alessia Silvi e al pm d’udienza Giorgia Bonini, sono state acquisite le relazioni dei medici che avevano seguito la bambina dopo il suo collocamento in una struttura protetta. L’acquisizione è avvenuta con il consenso del difensore della coppia, l’avvocato Michele Fiocco. Il procedimento è stato quindi aggiornato a ottobre, quando saranno ascoltate le assistenti sociali e le educatrici della comunità educativa indicate dalla parte civile, rappresentata dagli avvocati Eleonora Puttini e Lisa Boni, che tutelano le due minori.
Secondo quanto contestato dal pubblico ministero Federica Ormanni, la bambina, nata con una sindrome da astinenza da oppiacei, avrebbe vissuto per mesi in uno stato di semi abbandono. A otto mesi pesava meno di sette chili, risultava disidratata e denutrita e trascorreva gran parte del tempo sdraiata nel letto, con difficoltà nello sviluppo dei normali movimenti tipici dell’età infantile.
Le accuse riguardano anche presunte violenze fisiche. La piccola sarebbe stata colpita e in alcune circostanze persino bruciata con mozziconi di sigaretta. Situazioni che, secondo gli atti dell’inchiesta, si sarebbero verificate anche davanti alla sorella maggiore, di pochi anni più grande, costretta ad assistere a un clima familiare definito dagli investigatori come estremamente degradato e violento.
Gli operatori sanitari e i servizi sociali si sarebbero accorti delle condizioni della bambina dopo il trasferimento della madre e della neonata in una comunità protetta. I pediatri avrebbero rilevato una forte dermatite nelle parti intime causata dalla mancanza di igiene e numerose lesioni riconducibili alle bruciature.
Secondo quanto emerso dalle relazioni acquisite al processo, anche durante il periodo trascorso nella struttura protetta la madre avrebbe continuato a trascurare la figlia, lasciandola sporca per molte ore, senza provvedere adeguatamente all’alimentazione e all’igiene personale. In occasione di un ricovero ospedaliero, inoltre, la donna avrebbe rifiutato di restare accanto alla bambina.
La situazione aveva portato il Tribunale per i minorenni di Venezia, nel marzo 2023, a disporre l’allontanamento urgente delle due sorelle dalla famiglia. La neonata era stata poi trasferita alla Casa Santa Chiara di Mestre, dove un pediatra volontario e il personale della struttura si erano presi cura della minore.
Le contestazioni riguardano un arco temporale compreso tra luglio 2022 e il 2024, periodo durante il quale, secondo l’accusa, le bambine sarebbero state esposte a continue condizioni di degrado e trascuratezza.
Oltre ai maltrattamenti sui minori, la coppia è accusata anche di maltrattamento di animali. Nell’abitazione vivevano infatti due cani di razza Amstaff, trovati in pessime condizioni igieniche, senza cibo e circondati dai propri escrementi. Uno dei due animali, un maschio di tredici anni, presentava lesioni, problemi alla vista, mancanza di denti e una grave infiammazione cronica alle gengive, come accertato dal veterinario incaricato dalla Procura.
Il processo proseguirà nei prossimi mesi con le testimonianze degli operatori sociali e delle educatrici che hanno seguito le minori durante il percorso di protezione e assistenza.
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