Europa e imprese, Riello: “Servono investimenti e meno burocrazia”

Il presidente di Confindustria Verona condivide la linea emersa dall’assemblea nazionale: focus su sviluppo industriale, competitività e sostegno alle produzioni europee

Giuseppe Riello

L’Europa deve tornare a essere un motore di crescita economica e industriale attraverso investimenti strategici, debito comune e politiche capaci di proteggere le produzioni continentali dalla concorrenza internazionale. È questo il messaggio rilanciato da Giuseppe Riello, presidente di Confindustria Verona, intervenuto con un commento a margine dell’assemblea nazionale di Confindustria.

Secondo Riello, le riflessioni espresse dal presidente Emanuele Orsini rappresentano una linea condivisibile per il futuro del sistema produttivo italiano ed europeo, soprattutto in una fase segnata da forti tensioni economiche e dalla crescente pressione competitiva di Paesi come la Cina sui mercati globali.

Europa e industria: il nodo della competitività

Nel suo intervento, Riello ha evidenziato la necessità di rafforzare il ruolo dell’Europa come leva di sviluppo economico, sottolineando l’importanza di strumenti comuni in grado di sostenere imprese e investimenti. Particolare attenzione è stata rivolta al tema della concorrenza internazionale e alla tutela delle produzioni europee.

Per il presidente di Confindustria Verona, l’attuale impostazione normativa europea rischia infatti di trasformarsi in un ostacolo per le aziende. L’eccesso di regolamentazione e l’aumento degli adempimenti burocratici vengono considerati elementi che rallentano la competitività del sistema industriale, incidendo negativamente sulla capacità delle imprese di crescere e innovare.

Le cinque leve di sviluppo per il Paese

Riello ha inoltre espresso apprezzamento per l’approccio concreto emerso durante l’assemblea di Confindustria, in particolare per l’analisi sulle principali direttrici di sviluppo del Paese. Un passaggio che, secondo il presidente degli industriali veronesi, ha avuto il merito di evidenziare sia le responsabilità della politica sia il ruolo attivo che il mondo imprenditoriale può assumere.

Nel commento viene sottolineata la necessità di superare le contrapposizioni sterili attraverso un confronto basato su proposte, dialogo e azioni concrete. La collaborazione tra istituzioni e imprese viene indicata come uno degli elementi fondamentali per sostenere la crescita economica italiana in una fase complessa per il tessuto produttivo nazionale.

Energia, ZES e nucleare al centro del dibattito

Tra i temi ritenuti prioritari da Riello ci sono anche le misure annunciate dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’assemblea. In particolare, il presidente di Confindustria Verona ha definito rassicuranti le aperture sull’estensione delle ZES, le Zone Economiche Speciali, così come gli interventi legati alla semplificazione burocratica e al tema dell’energia nucleare.

Secondo Riello, si tratta di aspetti centrali per aumentare la competitività delle imprese italiane e alleggerire i costi che oggi gravano sul sistema produttivo. Il costo dell’energia continua infatti a rappresentare una delle principali criticità per il comparto manifatturiero italiano, insieme alla pressione fiscale considerata ancora troppo elevata.

Terre rare e opportunità per il territorio

Nel corso del commento è stato affrontato anche il tema delle terre rare, considerate strategiche per il futuro industriale europeo. Riello ha sottolineato come il territorio veronese possa avere un ruolo importante in questa partita, ribadendo la disponibilità delle imprese locali a contribuire allo sviluppo di progetti e filiere legate a queste risorse.

L’obiettivo, secondo il presidente di Confindustria Verona, resta quello di mantenere l’Italia tra i principali Paesi manifatturieri europei. Nonostante le difficoltà economiche e le sfide internazionali, il sistema produttivo nazionale continua infatti a occupare una posizione di primo piano nel panorama industriale del continente.

Italia ancora protagonista nel manifatturiero europeo

Riello ha infine ricordato come l’Italia sia ancora oggi il secondo Paese manifatturiero d’Europa, un risultato che conferma il valore e la resilienza del tessuto industriale nazionale. Una posizione che, secondo il presidente degli industriali veronesi, deve essere difesa attraverso politiche industriali efficaci, investimenti e una maggiore attenzione alla competitività delle imprese.

Redazione

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