Elezioni amministrative nel Veronese, affluenza al 57,08% nei dieci Comuni

Iniziato lo spoglio nei Comuni della provincia di Verona chiamati al voto il 24 e 25 maggio. Palù registra l’affluenza più alta, Bonavigo quella più bassa

elezioni comunali

È partito lo spoglio delle elezioni amministrative nei dieci Comuni della provincia di Verona chiamati alle urne tra domenica 24 e lunedì 25 maggio. La tornata elettorale ha coinvolto oltre 60 mila cittadini e ha fatto registrare un’affluenza definitiva del 57,08%, in calo rispetto al 63,48% delle precedenti amministrative.

Tra i dati più rilevanti emerge il caso di Palù, dove la partecipazione ha raggiunto il 68,89%, la più alta tra i Comuni interessati dal voto. Nel paese era presente una sola candidata, Stefania Caloini, e il raggiungimento del quorum risultava necessario per rendere valida l’elezione. Obiettivo centrato già nella serata di domenica, consentendo così a Caloini di diventare ufficialmente il nuovo sindaco.

Situazione opposta invece a Bonavigo, che ha registrato il dato più basso della provincia con un’affluenza ferma al 47,92%. A San Bonifacio, il Comune più popoloso coinvolto nella consultazione con oltre 21 mila abitanti, si è recato alle urne il 53,91% degli aventi diritto, contro il 60,67% della precedente tornata. A Soave, invece, il dato finale si è attestato al 60,72%, leggermente superiore rispetto al 58,53% delle ultime amministrative.

A San Bonifacio la sfida elettorale è stata particolarmente articolata, con ben otto candidati sindaco in corsa e un centrodestra diviso dopo il commissariamento dell’amministrazione comunale. La Lega ha sostenuto Roberto Turri, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno puntato su Leonardo Frigo. In competizione anche Valeria Geremia, Gabriele Lain, Giampaolo Provoli, Debora Marzotto, Maicol Faccini e Marco Andrioli.

A Vigasio si è svolto un confronto a tre tra il sindaco uscente Eddi Tosi, sostenuto da Forza Italia e candidato per il terzo mandato, il suo ex vice Diego Campedelli, appoggiato da Lega e Fratelli d’Italia, e Bruno Costa con la lista civica “Vigasio Attiva per il cambiamento”.

Scenario simile anche a Colognola ai Colli, dove il voto è stato anticipato dopo la caduta della giunta avvenuta all’inizio del 2026. In corsa l’ex sindaca Giovanna Piubello con la lista “Prima Colognola”, Giovanni Migliorini con “Insieme per Colognola” e Bellino Ruffo con “Colognola Eretica”.

A Soave la consultazione è arrivata dopo le dimissioni del sindaco Matteo Pressi, eletto in consiglio regionale. A contendersi la guida del Comune sono stati Denis Adami con “Avanti per Soave” e l’ex sindaco Gaetano Tebaldi, candidato con “Insieme per Soave”, già protagonista di una sfida molto equilibrata nella precedente elezione.

Nel Comune di Albaredo d’Adige, il sindaco uscente Giovanni Ruta ha cercato il terzo mandato sostenuto dalla lista “Uniti per fare”, sfidato da Marco Mariano Fuin e Marina Dusi. Quest’ultima rappresenta la prima candidatura femminile nel Comune dopo oltre quarant’anni.

A Bonavigo il sindaco uscente Ermanno Gobbi ha tentato la corsa verso il quarto mandato contro Romina Chiavelli e Simone Rossini. A Trevenzuolo si è rinnovata la sfida tra il primo cittadino uscente Eros Torsi, il candidato più giovane della tornata con 33 anni, e Paola Reani, già avversaria nella precedente elezione amministrativa.

A Rivoli Veronese, la sindaca uscente Giuliana Zocca ha affrontato Stefano Pachera, mentre a Erbè si è registrato il ritorno sulla scena politica locale dell’ex sindaco Paolo Brazzarola, opposto al vicesindaco uscente Roberto Silvestroni. Proprio Erbè aveva fatto segnare nelle prime ore di voto la partecipazione più alta della provincia.

Con lo spoglio in corso, cresce ora l’attesa per conoscere i nuovi assetti amministrativi nei Comuni veronesi coinvolti dalla consultazione elettorale.

Redazione

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