Con l’arrivo della primavera e l’aumento delle attività all’aperto, i carabinieri forestali hanno intensificato i controlli ambientali in diverse zone della provincia di Verona. Le verifiche hanno interessato soprattutto le aree della Valpolicella, della Val d’Illasi e del Parco Naturale Regionale della Lessinia, territori particolarmente frequentati durante la stagione più mite.
L’attività di monitoraggio è stata coordinata dal Gruppo carabinieri forestale di Verona e ha avuto come obiettivo principale la tutela dell’ambiente e delle risorse agro-silvo-pastorali del territorio scaligero. Con il miglioramento delle condizioni climatiche, infatti, si registra tradizionalmente un aumento della presenza di persone nelle aree naturali, così come un’intensificazione delle attività economiche legate al mondo agricolo, boschivo e turistico.
Nel corso delle verifiche sono emerse diverse irregolarità amministrative. Tra le violazioni più frequenti figurano i movimenti terra eseguiti in aree sottoposte a vincolo idrogeologico senza le necessarie autorizzazioni previste dalla normativa vigente. Per queste infrazioni sono previste sanzioni amministrative comprese tra 51 e 516 euro, con possibilità di pagamento in misura ridotta pari a 102 euro.
I controlli hanno inoltre permesso di accertare episodi di transito fuoristrada e soste non autorizzate su aree di pascolo. Anche in questi casi sono scattate sanzioni amministrative nei confronti dei conducenti dei mezzi coinvolti.
Particolare attenzione è stata riservata anche alle attività boschive. In una delle aree controllate, i militari forestali hanno rilevato un illecito legato a un taglio del bosco effettuato in violazione delle disposizioni previste dalla normativa forestale regionale.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, all’interno della superficie interessata dal taglio non sarebbe stato rispettato il numero minimo di “matricine”, ovvero le piante lasciate appositamente nel bosco per garantire funzioni fondamentali sotto il profilo ambientale e idrogeologico.
Le matricine svolgono infatti un ruolo essenziale nella protezione del suolo, nella rigenerazione naturale del bosco e nella tutela della biodiversità, favorendo la disseminazione delle specie arboree e contribuendo all’equilibrio dell’ecosistema forestale.
Per questa violazione è prevista una sanzione amministrativa con importi che vanno da un minimo di 317 euro fino a oltre 635 euro, con pagamento ridotto fissato a 211,80 euro.
L’attività dei carabinieri forestali proseguirà anche nei prossimi mesi, soprattutto durante il periodo estivo, quando l’afflusso turistico e la frequentazione delle aree montane e rurali aumentano sensibilmente.
L’obiettivo dichiarato dalle autorità è quello di limitare la pressione antropica sul territorio, contrastando comportamenti che possano compromettere l’equilibrio ambientale e la sicurezza delle aree naturali del Veronese.
La tutela del patrimonio boschivo e paesaggistico resta infatti una priorità, soprattutto in territori di grande valore naturalistico come la Lessinia e le vallate veronesi, sempre più frequentate da escursionisti, turisti e operatori del settore agricolo.
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