Un invito all’unità, alla partecipazione e alla costruzione di una nuova identità culturale del territorio gardesano. È questo il messaggio contenuto nella lettera aperta firmata da Daniela Cavallo, direttrice della candidatura di Bardolino e del Lago di Garda a Capitale Italiana della Cultura 2029.
Nel documento rivolto alla comunità del Garda, Cavallo definisce la candidatura non come un semplice progetto amministrativo, ma come “un atto collettivo”, capace di coinvolgere cittadini, istituzioni, associazioni e territori uniti attorno a una visione comune.
La “gardesanità” al centro del progetto culturale
Uno dei concetti chiave espressi nella lettera è quello di “gardesanità”, termine utilizzato per descrivere un’identità territoriale condivisa che, secondo Cavallo, esiste da sempre ma che oggi necessita di essere riconosciuta e valorizzata.
“Per troppo tempo il Lago è stato raccontato soprattutto come destinazione” scrive la direttrice della candidatura, sottolineando invece la necessità di riportare la cultura al centro della vita delle comunità locali.
L’obiettivo è costruire un modello capace di coniugare turismo, qualità della vita e appartenenza territoriale, evitando che la crescita turistica comprometta l’identità autentica dei luoghi.
Nel testo viene richiamata anche l’idea delle “comunità specchianti”, unite dall’acqua del lago, dalla memoria storica, dal paesaggio e dalla volontà di costruire un futuro condiviso.
Un appello alle donne del Garda
Particolare attenzione nella lettera viene dedicata al ruolo delle donne nei territori gardesani. Daniela Cavallo ha rivolto un invito diretto alle donne del Lago di Garda e delle aree limitrofe affinché partecipino attivamente al percorso della candidatura.
Il richiamo si collega a due importanti anniversari storici:
- i 160 anni dall’appello delle donne veneziane del 1866 per il diritto di voto;
- gli 80 anni dal primo voto delle donne italiane del 2 giugno 1946.
Secondo Cavallo, la candidatura del Garda rappresenta oggi una nuova sfida collettiva, capace di superare divisioni territoriali e campanilismi per costruire una identità forte e riconoscibile.
Nel testo viene evidenziato come numerose donne stiano già contribuendo al progetto con competenze ed energie, mentre l’invito resta aperto a tutta la comunità.
Cultura come laboratorio civile e sociale
La direttrice della candidatura sottolinea inoltre come il percorso verso Capitale Italiana della Cultura 2029 vada oltre la semplice promozione turistica.
Secondo Cavallo, il bando ministeriale rappresenta un’opportunità per trasformare il territorio in un laboratorio civile e culturale, in grado di riflettere su temi centrali come:
- appartenenza;
- sostenibilità;
- accoglienza;
- lavoro;
- valorizzazione del patrimonio locale.
“Una occasione per immaginare un nuovo equilibrio tra bellezza, cultura, lavoro, accoglienza e appartenenza” si legge nella lettera.
Il Lago di Garda punta a una nuova identità condivisa
Per la prima volta, il Lago di Garda punta a presentarsi come un territorio unito, capace di costruire una strategia comune superando frammentazioni amministrative e differenze locali.
La candidatura di Bardolino e del Garda a Capitale Italiana della Cultura 2029 punta quindi a rafforzare il senso di comunità gardesana, valorizzando storia, paesaggio, tradizioni e partecipazione civica.
La lettera si chiude con un messaggio simbolico rivolto all’intero territorio: “Il Garda non chiede soltanto di essere ammirato, chiede di essere riconosciuto”.
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