Raccolta differenziata Verona 2025 supera il 60%, Amia punta al 65%

La città registra un risultato storico nella gestione dei rifiuti: decisivi i cassonetti controllati e il nuovo sistema di raccolta.

Verona compie un importante passo avanti sul fronte ambientale e della gestione dei rifiuti urbani. Nel 2025 la raccolta differenziata cittadina ha superato per la prima volta il 60%, segnando un traguardo storico per il capoluogo scaligero. Il dato, elaborato attraverso i quantitativi raccolti da Amia insieme a quelli provenienti dai gestori privati delle grandi utenze non domestiche, è stato già inviato ad Arpav, che dovrà certificare ufficialmente i numeri entro il prossimo novembre.

Si tratta di un risultato particolarmente significativo se confrontato con l’andamento degli anni precedenti. Tra il 2015 e il 2022, infatti, Verona aveva registrato una crescita molto lenta, passando dal 50,8% al 53% di raccolta differenziata. Negli ultimi due anni, invece, la situazione è cambiata radicalmente grazie a una forte accelerazione che ha permesso di recuperare ben sette punti percentuali.

L’obiettivo dichiarato ora è raggiungere il 65%, soglia considerata strategica per allinearsi ai migliori risultati regionali e nazionali. Il divario con altre grandi città venete si è infatti notevolmente ridotto: Venezia, ad esempio, si attesta attualmente intorno al 63%.

A contribuire in modo decisivo a questa crescita è stato il nuovo sistema di raccolta introdotto progressivamente sul territorio comunale. La cosiddetta “rivoluzione green” di Amia si basa infatti sull’utilizzo di cassonetti ad accesso controllato tramite badge elettronico, integrati con il servizio porta a porta in diverse aree della città.

Il modello è stato esteso ormai a oltre metà del territorio comunale, coinvolgendo le circoscrizioni quarta, quinta, sesta e settima, oltre ad alcuni servizi specifici attivati nel centro storico di Verona. Il nuovo sistema ha consentito di migliorare il controllo dei conferimenti e incentivare comportamenti più corretti da parte dei cittadini.

I primi effetti concreti si stanno già vedendo anche nei dati del 2026. Nei primi tre mesi dell’anno, infatti, la quantità di rifiuto secco residuo è diminuita di oltre il 10%, con una riduzione pari a circa 700 tonnellate di materiale destinato alla discarica.

Il dato assume ancora maggiore rilevanza se tradotto in termini logistici e ambientali: significa infatti circa 23 grandi camion in meno sulle strade ogni mese per il trasporto dei rifiuti. Un beneficio che riguarda sia la sostenibilità ambientale sia la riduzione dell’impatto sul traffico e sulle emissioni.

Tra le cause del miglioramento viene indicata anche la diminuzione del cosiddetto “turismo del rifiuto”. Con il vecchio sistema di cassonetti aperti, infatti, numerosi residenti dei comuni limitrofi conferivano abusivamente i propri rifiuti nei contenitori presenti a Verona. L’introduzione dei cassonetti controllati ha ridotto in maniera significativa questo fenomeno, permettendo una gestione più efficace e trasparente del servizio.

Amia guarda ora ai prossimi anni con l’obiettivo di consolidare i risultati ottenuti e ampliare ulteriormente il sistema di raccolta intelligente, puntando su sostenibilità, controllo del territorio e maggiore sensibilizzazione ambientale.

Redazione

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