Tentato furto in abitazione nella notte del 17 maggio nel quartiere Croce Bianca di Verona, dove i carabinieri sono intervenuti riuscendo a sorprendere e arrestare un uomo all’interno di una villa privata. Determinante è stato l’allarme digitale ricevuto sullo smartphone dai proprietari dell’abitazione, assenti da casa per trascorrere una serata fuori.
L’intervento è scattato dopo la segnalazione giunta alla Centrale operativa dell’Arma. I militari impegnati nel servizio di controllo del territorio hanno raggiunto rapidamente la zona indicata, individuando l’abitazione situata a poca distanza dalla strada principale.
Una volta arrivati sul posto, i carabinieri hanno notato evidenti segni di effrazione al piano terra della villa. Una finestra risultava gravemente danneggiata, con la tapparella in legno e il vetro infranti. Accanto all’infisso è stata trovata una grossa falce, presumibilmente utilizzata per forzare l’ingresso.
Durante le verifiche esterne, i militari hanno percepito rumori provenire dall’interno dell’immobile e notato il fascio luminoso di una torcia che si muoveva tra le stanze. A quel punto hanno deciso di entrare nell’abitazione per bloccare il responsabile.
Il sospetto, vistosi scoperto, avrebbe tentato di nascondersi tra le camere della villa, cercando una possibile via di fuga. I carabinieri, però, sono riusciti a circondarlo e fermarlo prima che potesse allontanarsi o provocare ulteriori danni all’abitazione.
L’uomo arrestato è un 28enne di nazionalità algerina, già noto alle forze dell’ordine. Secondo quanto riferito, sarebbe senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale. L’intervento dei militari ha evitato che il ladro riuscisse a sottrarre beni appartenenti alla famiglia proprietaria della villa.
Dopo il fermo, il 28enne è stato accompagnato negli uffici del Comando provinciale dei carabinieri di Verona, in via Salvo D’Acquisto. Informata la Procura della Repubblica scaligera, l’uomo è stato dichiarato in arresto con l’accusa di tentato furto in abitazione.
L’arrestato è stato trattenuto nelle camere di sicurezza del Comando in attesa del rito direttissimo. Nella mattinata successiva è comparso davanti al giudice del Tribunale di Verona, che ha convalidato l’arresto.
L’udienza è stata rinviata al prossimo 25 maggio, a seguito della richiesta dei termini a difesa. Nel frattempo il giudice ha disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’episodio conferma l’importanza dei sistemi di allarme collegati ai dispositivi mobili, che in questo caso hanno consentito un intervento tempestivo delle forze dell’ordine e il blocco del presunto responsabile direttamente sul posto.
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