Pradaval, cresce l’allarme sicurezza: aggredito un fiorista nei giardini pubblici

Ripartono oggi le “zone rosse” nell’area di corso Porta Nuova. Residenti e commercianti chiedono un presidio fisso contro spaccio, degrado e violenze

piazza Pradaval Verona

Torna al centro del dibattito il tema della sicurezza nell’area di Pradaval, a Verona, dove oggi riparte il provvedimento delle “zone rosse” disposto per contrastare episodi di degrado e microcriminalità. Nonostante il rafforzamento dei controlli, residenti e commercianti continuano però a denunciare una situazione considerata ormai fuori controllo, soprattutto nei giardini pubblici lungo corso Porta Nuova.

A riaccendere le polemiche è stato l’episodio avvenuto nei giorni scorsi ai danni di Lorenzo D’Abbene, fiorista di piazza Pradaval. L’uomo ha raccontato di essere stato aggredito dopo aver allontanato due persone che, secondo il suo racconto, stavano cedendo hashish sotto la tettoia del negozio.

Il commerciante sarebbe stato spintonato e colpito con alcuni schiaffi dopo aver chiesto ai due di allontanarsi. Dopo l’aggressione è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, ma nel frattempo i responsabili si erano già dileguati.

Una collaboratrice del negozio ha poi fermato una pattuglia dei carabinieri in transito fornendo una descrizione dei due uomini, successivamente ricercati anche da una Volante della polizia. Dai primi accertamenti si tratterebbe di un cittadino marocchino e di un moldavo.

L’episodio viene indicato da residenti e commercianti come l’ennesima dimostrazione dell’insufficienza degli attuali controlli nell’area di Pradaval e dei giardini pubblici, spesso segnalati come luogo di spaccio, bivacchi e risse.

Secondo molti operatori della zona, il potenziamento delle pattuglie previsto dalle “zone rosse” non sarebbe sufficiente senza la presenza costante di un presidio fisso delle forze dell’ordine.

“Servirebbe una pattuglia stabile come accadeva prima del Covid”, ha spiegato il fiorista, sottolineando come la presenza continuativa di agenti rappresentasse un deterrente e garantisse maggiore sicurezza anche agli anziani e alle famiglie che frequentano il parco durante il giorno.

Il commerciante ha inoltre denunciato continui episodi di danneggiamento nell’area, raccontando di avere trovato più volte strutture e materiali del negozio rovesciati o vandalizzati. Secondo il suo racconto, durante i controlli con le unità cinofile le persone abitualmente presenti nella zona si allontanerebbero temporaneamente grazie a un sistema di vedette, per poi tornare poco dopo la fine delle verifiche.

Tra le testimonianze raccolte anche quella dei gestori del chiosco “Burro e Salvia”, aperto nella zona da circa un anno. Anche loro chiedono un presidio fisso, eventualmente supportato dai militari dell’operazione “Strade Sicure”.

“Spaccio e risse sono quotidiani”, spiegano i gestori, chiedendo pattugliamenti continui soprattutto tra la tarda mattinata e la sera. Viene segnalato inoltre il problema del degrado urbano e della mancanza di adeguate pensiline alle fermate degli autobus, situazione che nei giorni di pioggia porta numerose persone a ripararsi sotto le strutture dei locali presenti nell’area.

L’operazione “Strade Sicure”, coordinata dalla questura di Verona, resta intanto attiva in diverse zone sensibili della città. Attualmente i militari presidiano l’area della stazione ferroviaria, piazzale XXV Aprile, la zona della Sinagoga e il centro cittadino attraverso pattuglie dinamiche.

Complessivamente vengono impiegati circa cinquanta militari al giorno, distribuiti nei vari punti strategici individuati per il controllo del territorio.

Redazione

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