L’Istat ha pubblicato i dati territoriali dell’inflazione relativi ad aprile 2026, permettendo all’Unione Nazionale Consumatori di elaborare la nuova classifica delle città italiane dove il costo della vita è aumentato maggiormente.
L’analisi prende in considerazione sia l’inflazione generale sia gli aumenti registrati nei settori più colpiti dall’“Effetto Iran”, ovvero energia, carburanti e prodotti alimentari.
Bolzano guida la classifica delle città più care
Secondo lo studio, Bolzano si conferma la città più costosa d’Italia in termini di aggravio economico per le famiglie. Con un’inflazione tendenziale del 3,4%, il capoluogo altoatesino registra una spesa aggiuntiva annua pari a 1.128 euro per una famiglia media.
Al secondo posto si trova Rimini, dove l’inflazione al 3,6% determina un incremento di spesa pari a 991 euro annui.
Completa il podio Udine con un aumento medio di 955 euro e un’inflazione del 3,4%.
Roma si posiziona al quarto posto della classifica nazionale, con un’inflazione del 2,4% che si traduce in una maggiore spesa annua di 953 euro per famiglia.
Nella top ten figurano anche Verona (quinta), Pistoia, Lucca, Pordenone, Belluno e Vicenza.
Cosenza e Reggio Calabria registrano l’inflazione più alta
Se Bolzano è la città più cara per impatto economico, il tasso di inflazione più elevato si registra nel Sud Italia.
Cosenza e Reggio Calabria condividono infatti il primo posto nazionale con un aumento dei prezzi del 4%.
Segue Macerata con un’inflazione del 3,7%.
Il dato conferma come il caro vita continui a colpire duramente soprattutto le famiglie del Mezzogiorno, dove i rincari legati a trasporti ed energia risultano particolarmente marcati.
Brindisi è la città più “risparmiosa”
All’estremo opposto della classifica si trova Brindisi, considerata la città più conveniente d’Italia in termini di aumento del costo della vita.
Qui l’inflazione del 2,2% comporta un aggravio medio annuo di 434 euro per famiglia.
Seguono Cuneo con 478 euro e Potenza con 485 euro.
Tra le città considerate più virtuose figurano anche Trapani, Campobasso, Bari, Ancona, Novara e Benevento.
Fa sorprendere il dato di Milano, che registra l’inflazione più bassa del Paese con un +1,7% e un aumento medio di 522 euro annui.
Alimentari: Bolzano guida i rincari
Per quanto riguarda il comparto alimentare, Bolzano è la città con gli aumenti più elevati nei prodotti alimentari e nelle bevande analcoliche.
Il rincaro raggiunge il +4,8%, ben oltre la media nazionale del +2,9%.
Seguono Genova e Reggio Calabria con +4,4%, mentre Ascoli Piceno, Napoli e Catania si attestano al +4,1%.
I rialzi nel settore alimentare risentono anche dell’aumento dei costi energetici e dei trasporti, che incidono direttamente sulla distribuzione dei prodotti.
Energia e carburanti: aumenti record in diverse città
Nel settore energia, Caserta registra il dato peggiore per elettricità, gas e altri combustibili, con un aumento del 9,7% rispetto a una media nazionale del 6,4%.
Subito dietro Vicenza con +9,6% e Padova con +9,5%.
Per quanto riguarda invece i trasporti privati e i carburanti, i rincari più elevati si registrano ancora una volta a Cosenza e Reggio Calabria, entrambe con un incremento del 9,8%.
Seguono Ravenna con +9,3% e Ferrara, Macerata e Napoli con aumenti del 9%.
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