Verona ospiterà il 19 e 20 maggio il congresso nazionale “Arbovirosi: nuove sfide per l’Italia”, appuntamento scientifico dedicato alle malattie trasmesse da vettori come le zanzare, sempre più al centro dell’attenzione sanitaria nazionale.
L’evento, organizzato dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e patrocinato dal Comune di Verona, si terrà alla Camera di Commercio e vedrà la partecipazione delle principali istituzioni nazionali e regionali impegnate nella salute pubblica.
Focus su Dengue e Chikungunya dopo l’epidemia a Verona
Al centro del congresso ci saranno soprattutto Dengue e Chikungunya, patologie tropicali trasmesse principalmente dalla zanzara tigre.
Il tema assume particolare rilevanza dopo quanto accaduto nell’estate del 2025, quando la provincia di Verona è stata interessata dalla prima epidemia autoctona di Chikungunya registrata in Veneto.
In quell’occasione sono stati coinvolti 62 cittadini veronesi che non avevano viaggiato in aree endemiche nei sei mesi precedenti al contagio.
Un episodio che gli esperti ritengono possa ripetersi anche nei prossimi anni a causa dell’aumento delle temperature e della maggiore diffusione delle zanzare vettore.
Cambiamenti climatici e aumento del rischio sanitario
Secondo gli specialisti, il cambiamento climatico sta modificando profondamente la diffusione delle arbovirosi anche in Italia.
Le temperature più elevate e la permanenza delle zanzare tigre durante periodi sempre più lunghi dell’anno favoriscono infatti la possibilità di trasmissione locale di virus tropicali.
A incidere è anche l’incremento degli spostamenti internazionali di persone e merci, che facilita l’introduzione di nuovi agenti patogeni sul territorio nazionale.
Per questo motivo le autorità sanitarie sottolineano la necessità di sviluppare strategie condivise per prevenire e contenere eventuali focolai epidemici.
Ministero, ISS e Regione Veneto al tavolo del congresso
Il congresso riunirà rappresentanti del ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, della Regione Veneto, dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, delle Ulss venete e di diverse università italiane.
L’obiettivo sarà quello di confrontarsi sulle nuove sfide sanitarie legate alle arbovirosi e definire strumenti operativi per il monitoraggio, la prevenzione e la gestione delle epidemie autoctone.
Particolare attenzione verrà dedicata al ruolo della diagnosi precoce e della collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e cittadini.
L’importanza della prevenzione e dei test tempestivi
L’assessora alla Salute del Comune di Verona Elisa La Paglia ha evidenziato l’importanza di interventi rapidi e coordinati per limitare la diffusione delle infezioni.
Secondo quanto spiegato, chi manifesta sintomi febbrili sospetti dovrebbe sottoporsi rapidamente ai controlli sanitari per permettere alle autorità di intervenire tempestivamente con le operazioni di disinfestazione.
In caso di positività, gli interventi vengono concentrati in un raggio di circa 300 metri per contenere il rischio di trasmissione.
La rapidità di azione risulta fondamentale sia per tutelare la salute pubblica sia per ridurre l’impatto economico e sociale di eventuali epidemie.
Le azioni del Comune di Verona contro le zanzare
Anche quest’anno il Comune di Verona ha avviato il piano di prevenzione contro la diffusione delle zanzare.
Dal 20 aprile sono iniziati i trattamenti larvicidi nelle circa 55mila caditoie e nei fossati presenti sul territorio comunale.
Parallelamente è stata attivata una campagna informativa rivolta ai cittadini, con attività porta a porta nelle aree considerate più sensibili, come quelle vicine alle scuole.
Tra le iniziative previste figurano anche:
- la distribuzione gratuita di kit larvicidi in alcuni mercati cittadini;
- la vendita a prezzo calmierato dei prodotti nelle farmacie veronesi;
- attività di sensibilizzazione sulle corrette pratiche di prevenzione nelle aree private.
La collaborazione dei cittadini è fondamentale
Gli esperti ribadiscono che il contenimento delle arbovirosi non può dipendere soltanto dagli interventi istituzionali.
La collaborazione dei cittadini è considerata decisiva per eliminare i ristagni d’acqua e limitare la proliferazione delle zanzare nelle aree private.
Piccoli comportamenti quotidiani possono infatti contribuire in modo significativo alla prevenzione delle epidemie e alla tutela della salute collettiva.
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