Verona dopo il maltempo, al via la conta dei danni tra città e campagne

Tromba d’aria, grandine e vento oltre i 120 chilometri orari: decine di interventi e pesanti conseguenze per agricoltura e viabilità

albero caduto

Dopo le ore di paura causate dal violento maltempo che ha colpito Verona e gran parte del Veneto, è iniziata la conta dei danni provocati dalla tromba d’aria accompagnata da pioggia intensa e grandine. Tra alberi abbattuti, tetti scoperchiati, coltivazioni danneggiate e centinaia di richieste di soccorso, il territorio cerca ora di tornare lentamente alla normalità.

Nel mezzo dell’emergenza, a conquistare l’attenzione dei cittadini è stato il salvataggio di un gattino caduto nell’Adige e recuperato dai vigili del fuoco. Un episodio che ha rappresentato una rara nota positiva in una giornata segnata da forti criticità e danni diffusi.

Dalle 18 di lunedì fino al pomeriggio successivo, i vigili del fuoco hanno effettuato circa 70 interventi legati all’ondata di maltempo. Per gestire l’emergenza sono state operative dieci squadre, comprese due provenienti dai comandi di Vicenza e Rovigo, per un totale di circa 80 operatori impegnati sul territorio.

La sala operativa dei vigili del fuoco ha ricevuto circa 400 chiamate di emergenza, mentre nel primo pomeriggio di ieri risultavano ancora numerose richieste di intervento in attesa di essere evase. Il maltempo ha interessato non solo Verona ma anche altre province venete, con decine di interventi registrati nel Veneziano, nel Padovano, nel Trevigiano e nel Vicentino.

In città i disagi più pesanti si sono verificati lungo le principali arterie urbane, dove la caduta di alberi e grossi rami ha causato rallentamenti e problemi alla circolazione. Tra le zone maggiormente colpite figurano via Torbido, la circonvallazione interna, viale Galliano, viale Colombo e diversi tratti dei Lungadige.

Particolarmente colpite anche alcune aree periferiche tra Borgo Milano, Borgo Venezia e la Zai, dove il forte vento ha provocato danni a capannoni industriali, tetti scoperchiati e caduta di tegole. Nel centro storico si sono registrati inoltre danneggiamenti a plateatici, cornicioni e comignoli.

I sensori installati all’interno dell’Arena di Verona hanno registrato raffiche di vento che hanno raggiunto i 127 chilometri orari. Di fronte alla rapidità dell’evento atmosferico, il Comune ha attivato il Centro operativo comunale e il piano di protezione civile.

Dodici squadre di Protezione civile e numerose pattuglie della polizia locale hanno lavorato fino a notte inoltrata per liberare le strade e mettere in sicurezza le aree più colpite. Nonostante l’intensità del fenomeno, il Suem 118 non ha segnalato feriti.

L’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi ha spiegato che l’evento si è sviluppato in modo improvviso e senza segnali preventivi evidenti, sottolineando la necessità di migliorare ulteriormente i sistemi di attivazione degli interventi in caso di fenomeni estremi privi di allerta meteo.

Anche Amia è intervenuta con una task force straordinaria per affrontare le conseguenze del maltempo sul verde pubblico cittadino. Sono state attivate dieci squadre operative con piattaforme, mezzi speciali e personale richiamato in servizio straordinario.

Secondo il bilancio provvisorio risultano 47 alberi caduti o da abbattere perché compromessi, mentre le segnalazioni relative a rami da rimuovere o mettere in sicurezza sono quasi un centinaio. I parchi pubblici e le aree gioco resteranno chiusi fino al completamento delle verifiche tecniche.

Pesanti anche le ripercussioni sul comparto agricolo. I primi sopralluoghi effettuati da Codive evidenziano danni a vigneti, kiwi, seminativi e ortaggi, soprattutto nelle aree colpite dalla grandine più intensa e dalle forti raffiche di vento.

Tra le zone maggiormente interessate figurano Peschiera del Garda, Sandrà, Lazise, Palazzolo, Sona e Bussolengo. Nel quartiere del Chievo, a Verona, la grandine si è accumulata in quantità tali da mettere sotto pressione anche alcune reti antigrandine.

Situazione sotto osservazione anche in Valpolicella e nell’Est Veronese, dove le colture vitivinicole potrebbero aver subito conseguenze rilevanti. I tecnici stanno effettuando verifiche per valutare l’entità effettiva dei danni e le possibili capacità di recupero delle piante.

Coldiretti e Codive hanno avviato la raccolta delle segnalazioni da parte delle aziende agricole, evidenziando ancora una volta il crescente impatto dei fenomeni climatici estremi sul settore primario. Le associazioni agricole sottolineano l’importanza degli strumenti assicurativi per tutelare raccolti, investimenti e continuità produttiva.

L’attenzione resta alta anche per i prossimi giorni, considerato che nuove perturbazioni potrebbero interessare il territorio veneto tra venerdì 15 e sabato 16 maggio.

Redazione

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